La nostra giornata

Il riferimento all’Eucarestia, “regola della vita sacerdotale”, fonda la Comunità del Seminario, la ispira, la sostanzia, la illumina di senso. In quanto culmine e fonte della vita di fede e della stessa vocazione ha priorità su tutto: è l’Eucarestia, celebrata e adorata, a scandire i tempi della giornata; è sempre l’Eucaristia il paradigma della conformazione a Cristo Buon Pastore.

La giornata inizia perciò con la celebrazione della Santa Messa, normalmente alle ore 7.00. La partecipazione alla Celebrazione Eucaristica richiede fedeltà e responsabilità: per questo è necessario custodire il tempo del riposo, per potersi svegliare per tempo e partecipare a questo incontro in modo consapevole, “con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze”.

I tempi della giornata debbono permettere una assidua frequentazione e meditazione della Parola di Dio. Il prete è l’uomo della Parola, ma prima ancora deve essere l’uomo dell’ascolto! Per questo ti è chiesto, nell’arco della giornata, di vivere un tempo di silenzio e di meditazione personale che ti aiuti a gustare ciò che hai ricevuto nella liturgia celebrata comunitariamente: puoi riprendere le letture bibliche proclamate, pregando con il metodo della lectio divina, oppure l’Ufficio delle Letture riportato nel Breviario. Con la guida del Direttore spirituale fai in modo che non manchi nella tua preghiera la meditazione dei Padri e dei classici della spiritualità cristiana, e la cura della devozione mariana con la recita quotidiana del S. Rosario. Questi momenti devono essere vissuti oltre che comunitariamente, quando previsti, personalmente: “Per la meditazione della Parola, la preghiera e l'intercessione dobbiamo avere il tempo necessario, perché è Dio stesso che ce lo ordina...! Il momento della meditazione non ci fa precipitare nel vuoto e nell'abisso della solitudine, ma ci mette soli di fronte alla Parola e ci dà un fondamento sicuro su cui poggiare il cammino che dobbiamo percorrere...” (D. Bonhoeffer).

Al fine di favorire un congruo tempo per la preghiera dopo la Messa e la sistemazione della camera, la colazione si può consumare liberamente tra le 8 e le 8.30. Rimane comunque obbligatoria.

La mattina è occupata dalle lezioni: la frequenza è obbligatoria, pertanto qualsiasi assenza deve essere concordata. La fedeltà e l’impegno responsabile nello studio sono un atto d’amore in ordine alla qualificazione del tuo sacerdozio e alla valorizzazione del tuo futuro ministero: per questo è grave mancanza disattendere l’impegno allo studio e all’approfondimento culturale. In caso di assenza di un professore e nelle ore comunque libere, impara a valorizzare sapientemente e responsabilmente il tempo: ciò è già un esercizio utilissimo per custodire, domani, i ritmi del ministero presbiterale. Riconosci nei professori degli educatori e dei maestri: per questo impara ad instaurare con loro un vero dialogo formativo e non dimenticare il necessario rispetto esigito da tale relazione. Proprio perché il Seminario è una comunità formativa e la dimensione culturale è parte integrante della formazione seminaristica, sei chiamato a verificare puntualmente con gli educatori, in particolare con il Prefetto agli studi ed, evidentemente, con il Rettore, sia i risultati positivi sia le difficoltà nell’espletamento del curricolo di studi: “L’impegno di studio, che occupa non poca parte della vita di chi si prepara al sacerdozio, non è affatto una componente esteriore o secondaria della sua crescita umana, cristiana, spirituale e vocazionale” (PdV 51).

Il pranzo lo si consuma, insieme, alle ore 13.00. Trattandosi di un momento comunitario (così pure la cena) arriverai puntuale; ricorda che durante i pasti non è opportuno essere disturbati (se non per gravi motivi, confrontati con il Vicerettore) da telefonate o visite. Quanto poi alla possibilità di assentarti dai pasti dovrai concordarla con il Rettore o il Vicerettore. Per pranzare o cenare fuori dal Seminario ti è chiesto il permesso esplicito del Rettore. La domenica a pranzo, è possibile assentarsi purché ci si ricordi di segnarsi sul foglio apposito.

Dopo pranzo, sarai impegnato secondo i turni prestabiliti, in piccoli ma necessari servizi di comunità: è un momento, questo, nel quale avrai modo di crescere nella generosità e nella carità oltre che nella capacità di essere fedele agli impegni affidatiti. Perciò avrai cura di svolgere tali servizi con puntualità (senza essere chiamato dai vari responsabili) e impegno. Anche da questo si vedrà la tua disponibilità a metterti a servizio dei fratelli e del bene della Comunità e della Chiesa. Terminati i servizi hai del tempo libero che saprai autonomamente gestire con libertà e responsabilità: in linea generale è un tempo da dedicare al riposo, per cui nei corridoi ci sarà assoluto silenzio. Previo confronto con il Vicerettore è questo il tempo da dedicare allo sport e/o alle attività ricreative.

Alle 15.45 ci si ritrova in preghiera nei piccoli gruppi per il coffee break e per la celebrazione dell’Ora Nona. È un momento di gratitudine e di lode al Signore a metà della giornata.

Alle ore 16.00 inizia il tempo dello studio personale. Ti viene raccomandato di essere fedele a questo appuntamento e di viverlo come uno degli impegni fondamentali del tuo cammino formativo. Sei invitato, pertanto, a fare silenzio nei corridoi e in altri ambienti comuni. Trattandosi di un impegno fondamentale, ogni assenza va giustificata avvisando il Vicerettore o il Prefetto agli studi. Non è consigliabile usare il tempo dello studio per ricevere visite di persone esterne al Seminario; è preferibile in tal caso servirsi del tempo libero dopo il pranzo. “Per la verità del nostro amore, abbiamo bisogno di una intelligenza chiara, diritta, solidamente formata, senza la quale non si è uomini. La cultura dell’intelligenza e della fede resterà sempre la base stessa della nostra vita spirituale” (R. Voillaume).

Normalmente alle ore 18.00 inizia il tempo della preghiera personale con l’Adorazione Eucaristica: “Stando calmi e silenziosi, e possibilmente a lungo, davanti a Gesù sacramentato, si percepiscono i suoi desideri a nostro riguardo, si depongono i propri progetti per fare posto a quelli di Cristo, la luce di Dio penetra, a poco a poco, nel cuore e lo risana” (R. Cantalamessa). Ciò che permette di fare sintesi ed unità all’interno della vita è proprio l’Eucarestia celebrata, adorata, pregata; questo tempo dell’adorazione sarà quindi il momento dell’incontro personale ed intimo con Colui che ti ha chiamato principalmente per stare con Lui (cfr. Mc 3,14): “La nostra comunione con Lui è la nostra vita. Staccati da Lui, siamo morti, come tralci recisi dalla vite (cfr. Gv 15, 1-6). Il tuo centro di gravità non sia ciò che fai, ma in Lui, che ami sopra ogni cosa e cerchi in ogni cosa. La tua prima occupazione sia la perseveranza nella preghiera. La preghiera è il respiro della fede” (S. Fausti). Questo dell’Adorazione è, dunque, insieme alla Celebrazione Eucaristica, il momento centrale della vita personale e comunitaria che mira ad essere sempre di più vita eucaristica: avrai cura di giungere in Cappella qualche minuto prima dell’esposizione sia per non togliere a te stesso del tempo all’incontro con Gesù Eucaristia sia per non disturbare la preghiera degli altri. Ogni assenza o ritardo all’Adorazione Eucaristica, deve pertanto essere valutata con il vicerettore.

Alle ore 20.00 ci si ritrova per la cena: per questo appuntamento ti raccomandiamo quanto è stato già detto per il pranzo.

“Post completorium nemo loquatur!” diceva S. Benedetto ai suoi monaci. Dunque, dopo Compieta il silenzio favorisce il dovuto riposo e raccoglimento, preparerà il cuore a vivere la Celebrazione della mattina seguente: “Tra silenzio e parola vi è lo stesso legame interiore e la stessa distinzione che c’è tra solitudine e comunione: l’una non può esistere senza l’altro. La giusta parola nasce dal silenzio ed il giusto silenzio nasce dalla parola. Taciamo prima di ascoltare la Parola, perché i nostri pensieri sono già rivolti alla Parola; e taciamo dopo l’ascolto della Parola, perché questa ci parla ancora, vive e dimora tra noi. Taciamo solo per amore della Parola, cioè proprio per non disonorarla, ma per onorarla e riceverla come si deve...” (D. Bonhoeffer).