La nostra giornata
L’Eucarestia, “regola della vita sacerdotale”, fonda la nostra comunità, la ispira, la sostanzia, la illumina di senso in quanto culmine e fonte della nostra vita di fede e della nostra stessa vocazione ha priorità su tutto: è infatti l’Eucarestia celebrata e adorata a scandire i tempi della nostra giornata.
La nostra giornata inizia perciò con la celebrazione della Santa Messa, normalmente alle ore 7.15.
I tempi della nostra giornata, poi, sono scanditi in modo da permettere una assidua frequentazione e meditazione della Parola di Dio. Il prete, infatti, è l’uomo della Parola, ma prima ancora deve essere l’uomo dell’ascolto! Per questo nell’arco della giornata si cerca di vivere un tempo di silenzio e di meditazione personale che aiuti a gustare ciò che si è ricevuto nella liturgia celebrata comunitariamente: riprendendo le letture bibliche proclamate, pregando con il metodo della lectio divina, oppure l’Ufficio delle Letture riportato nel Breviario: “Per la meditazione della Parola, la preghiera e l'intercessione dobbiamo avere il tempo necessario, perché è Dio stesso che ce lo ordina...! Il momento della meditazione non ci fa precipitare nel vuoto e nell'abisso della solitudine, ma ci mette soli di fronte alla Parola e ci dà un fondamento sicuro su cui poggiare il cammino che dobbiamo percorrere...” (D. Bonhoeffer).L’appuntamento per la colazione è per tutti alle ore 8.00.
La mattina è occupata dalle lezioni. Nel tempo del seminario lo studio è il “lavoro” che il seminarista deve assumere con impegno e responsabilità. La formazione culturale è un dovere ben preciso nei confronti sia del ministero apostolico sia dei fratelli che al prete saranno affidati. “L’impegno di studio, che occupa non poca parte della vita di chi si prepara al sacerdozio, non è affatto una componente esteriore o secondaria della sua crescita umana, cristiana, spirituale e vocazionale” (PdV 51).
Alle 12.45 ci si ritrova in preghiera nei piccoli gruppi per la celebrazione dell’Ora Sesta. E’ un momento di gratitudine e di lode al Signore a metà della giornata.
Il pranzo si consuma tutti insieme alle ore 13.00. Si tratta di un momento forte di fraternità per la condivisione della mensa e il dialogo che l’accompagna; durante i pasti si ha modo, infatti, di conoscersi meglio e magari di condividere le esperienze più significative già vissute nel corso della giornata.
Dopo pranzo si ha del tempo libero da dedicare al riposo, ad attività ricreative o allo sport.
Alle ore 15.30 inizia il tempo dello studio personale. “Per la verità del nostro amore, abbiamo bisogno di una intelligenza chiara, diritta, solidamente formata, senza la quale non si è uomini. La cultura dell’intelligenza e della fede resterà sempre la base stessa della nostra vita spirituale” (R. Voillaume).
Normalmente alle ore 18.00 inizia il tempo della preghiera personale con l’Adorazione Eucaristica: “Stando calmi e silenziosi, e possibilmente a lungo, davanti a Gesù sacramentato, si percepiscono i suoi desideri a nostro riguardo, si depongono i propri progetti per fare posto a quelli di Cristo, la luce di Dio penetra, a poco a poco, nel cuore e lo risana” (R. Cantalamessa). Ciò che permette di fare sintesi ed unità all’interno della nostra vita è proprio l’Eucarestia celebrata, adorata, pregata; questo tempo è per noi il momento dell’incontro personale ed intimo con Colui che ci ha chiamati principalmente perché stessimo con Lui (cfr. Mc 3,14): “La nostra comunione con Lui è la nostra vita. Staccati da Lui, siamo morti, come tralci recisi dalla vite (Gv 15, 1-6). Il tuo centro di gravità non sia ciò che fai, ma in Lui, che ami sopra ogni cosa e cerchi in ogni cosa. La tua prima occupazione sia la perseveranza nella preghiera. La preghiera è il respiro della fede” (S. Fausti).
Alle ore 20.00 ci si ritrova per la cena.
Alle ore 21.15, nei giorni stabiliti, ci si ritrova nei piccoli gruppi (o in comunità) per un tempo di condivisione e di fraternità e per la preghiera della Compieta alle 22.30. Negli anni di Seminario, infatti, è fondamentale crescere nella capacità di relazione, in rapporti maturi e fecondi imparando ad ascoltarsi, a condividere le proprie esperienze, ad affinare un cuore capace di costruire la comunione e la fraternità: per questo il gruppo è come una palestra che aiuta a verificarsi e a mettersi in discussione rispetto alla propria capacità di vivere relazioni autentiche.
“Post completorium nemo loquatur!” diceva S. Benedetto ai suoi monaci. Dunque, dopo Compieta il silenzio permette il riposo ed il raccoglimento di tutti, preparerà il cuore a vivere la celebrazione della mattina seguente. “Tra silenzio e parola vi è lo stesso legame interiore e la stessa distinzione che c’è tra solitudine e comunione: l’una non può esistere senza l’altro. La giusta parola nasce dal silenzio ed il giusto silenzio nasce dalla parola. Taciamo prima di ascoltare la Parola, perché i nostri pensieri sono già rivolti alla Parola; e taciamo dopo l’ascolto della Parola, perché questa ci parla ancora, vive e dimora tra noi. Taciamo solo per amore della Parola, cioè proprio per non disonorarla, ma per onorarla e riceverla come si deve...” (D. Bonhoeffer).

