Tre giorni vissuti come dono ...

7-9 ottobre 2011 - Missione a San Biagio Martire in Gallico

Il tempo di grazia arriva quando meno te lo aspetti, ed è sempre sorprendente. Quando il kairòs irrompe nel chronos, scatta una scintilla che porta il nome di "comunione",  che fa scaturire nei cuori una gioia sempre "nuova", anche se antica. Questo tempo di grazia è stato vissuto nei giorni 7, 8 e 9 Ottobre dalla comunità parrocchiale di S. Biagio Vescovo e Martire in Gallico (RC), grazie alla presenza di 21 giovani del Seminario Arcivescovile “Pio XI” e dei loro formatori, uniti dall'esperienza della missione popolare.

 

La missione ha avuto inizio nel pomeriggio di venerdì 7, quando la truppa del Seminario è stata accolta dal parroco don Gaetano Galatti e da una rappresentanza dell’ACR in un clima di festa.

Un filo rosso si è dipanato lungo tutti i passi di questa missione.

Lo si è visto scorrere nella preghiera del rosario meditato e nell’adorazione eucaristica di venerdì sera, preceduta da una breve riflessione di don Salvatore Santoro, rettore del Seminario, sul tema della formazione, durante la quale egli ha invitato i giovani a mettersi alla presenza di Gesù chiedendoGli i suoi stessi sentimenti per diventare come Lui, giacché formazione è anzitutto con-formarsi a Gesù.

Lo si è toccato con mano nelle visite che i seminaristi, accompagnati dagli accoliti e dai ministri straordinari della comunione, hanno fatto agli ammalati della comunità sabato mattina (probabilmente uno dei momenti più belli della missione, che ha fatto sperimentare, per la prima volta a tanti, il ministero della consolazione). Lo si è letto nei sorrisi e negli occhi dei bambini e dei ragazzi dell’ACR e dell’Oratorio Salesiano, che hanno sperimentato un’apertura di cuore da parte dei giovani del Seminario che li ha messi totalmente in gioco, nella condivisione di un’esperienza coi più piccoli, che è  rimasta indelebilmente impressa nei ragazzi e negli educatori e che ha determinato un clima di vera gioia.

Lo si è, infine, sperimentato nella richiesta di confessioni prolungate anche durante le S. Messe; nella partecipazione degli adulti alla catechesi di don Massimo Laficara, padre spirituale del Seminario, sull’importanza dell’affettività in famiglia e sulla necessità dei genitori di fermarsi per ricordarsi chi si è di fronte a Dio.

Un filo rosso che  ha brillato anche nel servizio alacre e a volte caotico di pranzi, cene e colazione da parte delle ex-allieve dell’Oratorio e di altre signore della parrocchia e nella salsicciata del sabato sera, dove i balli e le danze che hanno coinvolti tutti - ma proprio tutti - i seminaristi e i loro formatori e tutta la comunità, sono stati espressione della gioia feconda dello stare insieme; ma,  naturalmente, si è reso maggiormente visibile nelle celebrazioni eucaristiche, soprattutto nelle omelie di don Sasà, don Massimo, don Nino Iannò, vicerettore del Seminario, che domenica hanno suggellato la missione.

Questo filo rosso era un desiderio, un desiderio di pienezza di vita. Un desiderio testimoniato alla comunità dalla presenza stessa gioiosa e discreta dei seminaristi, e testimoniato al Seminario dall’accoglienza umile ma vera e dalla volontà di condivisione dei parrocchiani. Quel desiderio che passa dalla preghiera, dal dono di sé e dalla comunione e che mette le ali ai piedi.

Non è possibile, in realtà, descrivere dettagliatamente quale grande dono siano stati questi giorni per la comunità di S. Biagio e per il Seminario. Ci limitiamo a dire che questa esperienza ci ha reciprocamente arricchiti. Anche perché, se è vero che le comunità ecclesiali ha bisogno di vedere la "presenza che si dona" di questi giovani, è vero anche che essi stessi hanno bisogno di sperimentare la concretezza della vita ecclesiale, a contatto con le storie e i volti di quella gente che un giorno essi, da ministri di Cristo, saranno chiamati ad amare e servire.

 

A cura della parrocchia di S. Biagio in Gallico di Reggio Calabria

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