Pro-Vocazioni

Parrocchia e Seminario: com'è bello camminare insieme!!!


Campo Calabro e SeminaristaCampo Calabro sostiene e supporta col cuore il suo seminarista.

Circa una settimana fa, l’1 novembre, nella Cattedrale della nostra città sono stati conferiti i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato a nove seminaristi (vedi foto). Per me, quella del Lettorato, era la prima tappa di un percorso di formazione iniziata nel settembre del 2012 con il mio ingresso in Seminario.

Accompagnato dai nostri formatori e camminando insieme ad altri colleghi, sono arrivato a quel giorno consapevole dell’importanza del momento ma senza troppe tensioni o aspettative, senza cioè caricare l’evento di un importanza eccessiva. L’unica cosa che avevo fatto, nei giorni precedenti il conferimento del Ministero, era stata quelle di informare dell’evento la mia famiglia, don Nino Palmenta, Parroco della Parrocchia Santa Maria Maddalena in Campo Calabro, mia Parrocchia di origine, alcune persone care e le responsabili della “Missione di Solidarietà e fraternità” di Messina, associazione di missionari laici fondata da Padre Vincent Anuforo, della quale facevo parte fino a poco prima di entrare in Seminario.
La giornata del conferimento del mio Lettorato, quindi, doveva essere un bel momento, ma… da come immaginavo, niente di particolare, invece… quel fatidico giorno, tutto andò in un modo completamente diverso da come mi aspettavo e questo lo compresi sin dall’inizio.
Iniziata la Celebrazione, infatti, presieduta dal nostro Arcivescovo S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, ed alla quale hanno partecipato tutti i nostri formatori e parroci di riferimento, l’atmosfera che percepii era veramente particolare: quando fui chiamato per presentarmi e dissi il mio “Eccomi”, mi resi conto che non stavo rispondendo al mio Arcivescovo ed ai miei formatori, almeno non a loro soltanto, in quel preciso momento stavo rispondendo a tutta la Chiesa nel suo insieme, una Chiesa alla quale “appartenevo”…

La sensazione di “appartenenza alla Chiesa” aumentò in me quando, durante l’omelia, Padre Giuseppe sottolineò, in maniera incisiva, che i fedeli devono prendersi cura dei seminaristi, delle vocazioni nascenti, devono favorirle ed incentivarle già nella vita familiare stessa se si accorgono che qualcosa sta nascendo in un figlio o una figlia, e devono accompagnare e sostenere noi seminaristi con la preghiera ed in ogni altro modo. Il Seminario, insomma, deve essere un “luogo privilegiato” per tutte le Parrocchie perché è da lì che vengono fuori i futuri sacerdoti che poi andranno a guidare le varie comunità diocesane.

L’emozione, però, più grande che provai quel giorno, fu quella di scoprire che circa un centinaio di persone erano venute da Campo Calabro per sostenermi e per vivere quel momento insieme a me. Ad essere sinceri, tante volte ho sentito nel profondo del cuore il peso di aver trascurato o di trascurare un pò i miei parrocchiani, per un evento a cui non riuscivo ad essere presente o per qualcosa che non riuscivo a fare per la mia parrocchia ed il vedere, alla fine della Celebrazione, l’affetto di così tante persone che, nonostante le mie negligenze nei loro confronti, si stringevano a me, con le lacrime agli occhi, anche solo per salutarmi, mi ha fatto sentire forte nel cuore l’amore di Dio, di un Dio che mi ama molto di più di quanto io possa immaginare, di un Dio che mi ama di un amore sovrabbondante anche quando io Gli rispondo in maniera tiepida.

Grazie, grazie ed ancora grazie di cuore a don Nino Palmenta, a tutti voi miei parrocchiani ed anche alle responsabili della “Missione di Solidarietà e Fraternità” di Messina: mi è rimasto impresso nell’anima ogni vostro sguardo, ogni vostra lacrima, ogni bacio, abbraccio ed ogni altra manifestazione di affetto ricevuta, anche dalle persone che conoscevo appena, e sappiate che il vostro affetto ed il vostro sostegno è di vitale importanza per me, per tutti i miei confratelli seminaristi ed anche per i nostri formatori, perché possiamo andare avanti nel cammino che Dio ci ha prospettato.

Nel ringraziare ancora di cuore la mia comunità parrocchiale per la vicinanza e l’affetto mostratomi, colgo anche l’occasione per invitare tutte le comunità parrocchiali, specie quelle che hanno un seminarista in formazione, di pregare Dio perché dal nostro Seminario escano Sacerdoti Santi, perché sacerdoti santi favoriranno l’aumento di parrocchiani santi, sia in terra che in cielo. Grazie!
                                                                                                                                                   Vladimiro Calvari

Preghiera di domenica 12 ottobre

Danilo Diego

L’ABITO DELL’AMORE

Questo è il momento per renderTi grazie Signore mio Dio. Se sono qui,

è perché il Tuo amore sconfinato è arrivato a toccare anche i crocicchi

più nascosti del mio cuore, Grazie. Per indossare l abito nuziale, è

necessario avere con Te un’intimità speciale, un dialogo fruttuoso,

voglia di cambiare, di avere tempo per accogliere l’invito unico che ogni

giorno mi fai. La festa alla quale mi hai invitato so che non è distante da

me, è nel mio cuore li dove vuoi il Tuo Regno. Che io non sia cosi duro

da dirTi: “ho altro da fare, l’invito che mi fai richiede una preparazione

troppo lunga…”! Ti ho appena ricevuto nell’Eucarestia Gesù, donami di

poter avere realmente il “gusto di Te”, che possa comprendere in cuore

cosa sia la Tua “squisitezza”. Gesù, se la mia veste non dovesse essere

quella giusta, fammi grazia del tuo sguardo perché capisca che è ora di

cambiare, che questo è il tempo della Tua presenza. Alla Tua domanda:

“Amico, come mai sei entrato senza l’abito nuziale?” Io possa

rispondere. “ Perché pensavo di riuscire a cambiarmi da solo ma, senza

di Te non posso far nulla. Manda fratelli santi perché mi custodiscano ed

insieme alla Vergine Maria mi aiutino a scegliere per Te il vestito più

nuovo. Solo la Tua gioia però, può rendermi cosi pieno da scartare per

Te l’abito più bello, è l abito dell’amore, l’abito delle nozze eterne. Amen.

 

                                                 Danilo Latella

Quanto è dolce il nome Croce!

Alessandro Futia 2Viviamo in un tempo pieno di contraddizioni, dalle molteplici sfide sociali e culturali, girando su un pianeta che assomiglia a se stesso da eoni.

Forse per questo i greci credevano che il mondo fosse sempre stato, così come appare. Eppure la quotidianità dell’uomo è molto cambiata: si parla oggi di “post-umanesimo”, come del naturale approdo del pensiero illuminista verso sponde luccicanti di avanguardia tecnologica.
All’interno di questo strano “cammin di nostra vita”, che senso ha parlare ancora della “Croce”?
Per l’uomo sempre giovane di oggi, che non vuole conoscere l’inesorabile declino del suo corpo, la vita sa di rapidità, di cambiamento, di incertezza che diviene certezza, di ricerca, di avventura che si rivela dallo spuntare di un nuovo giorno, nel mentre del suo viaggio esistenziale.
Cammini, ti fermi, corri… Dove stai andando?
Io non lo sapevo finché non ho incrociato uno sguardo intimo, profondo e personale più di ogni altro.

Gesù ti guarda dal suo trono di sofferenza e ti interpella come fece coi suoi astanti nel momento decisivo della sua missione: la morte in croce.Gesu 2c
Ma che potrà mai dirti Gesù adesso?
Impossibile saperlo se non ci si immette nel cammino che conduce a Lui: la via della Croce.

Oggi, come ogni venerdì, qui in seminario e in ogni chiesa parrocchiale si ripercorre questo sentiero “in salita” che scorta “a piè della croce di Gesù. Qui le anime si rivestono di luce, s'infiammano d'amore; qui mettono le ali per elevarsi ai voli più eccelsi” (San Pio da Pietrelcina).
La tua via della croce è già in corso d’opera, si sta dispiegando sotto i tuoi passi; quella originale del Cristo ti aiuta a leggerla e percorrerla in vista della liberazione dal Male che solo un Dio umano può lavare col suo stesso sangue: il peccato.
La croce senza questo sottofondo non avrebbe senso.
Così come non avrebbe significato, per l’uomo contemporaneo, senza lo sfondo del mattino di Pasqua, quando il Vivente si rialza dal sepolcro e ti riporta dove tutto è cominciato: nel giardino del Cuore del Padre, in cui tu ed io siamo stati generati per essere al centro dell’amore di Dio Trinità che ci ha resi suoi familiari nel Figlio amato, crocifisso e risorto per noi.
                                                           Alessandro Futìa

Il mistero della mia vocazione

RodolfoMi chiamo Rodolphe Randriamahefa, sono nato in Madagascar l’8 Marzo 1986. Ho tre fratelli e una sorella, io sono il quarto e l’ultimo maschio. Sono cresciuto in una famiglia semplice, cristiana, né ricca né povera. Mio papà lavorava in tribunale (era morto nel 1999) e mia mamma fa la massaggiatrice.

Dal 1998, mio fratello maggiore è stato responsabile dei chierichetti nella nostra cattedrale ad Ambatondrazaka e perciò pure io sono entrato in questo gruppo. Quando c’era una festa in cattedrale, c’erano anche i seminaristi: noi chierichetti ci vestivamo, però non potevamo fare servizio, perché lo facevano i seminaristi. Proprio questo motivo mi aveva spinto ad avere il desiderio di entrare in seminario, anche se pensavo così: “un ragazzo può fare il seminarista soltanto dopo che Dio o il suo angelo custode, lo chiama direttamente o gli parla all’orecchio”. Forse era l’idea di un ragazzino che non capiva bene come andavano le cose. Purtroppo a causa di questa idea avevo tolto dalla mia testa il fatto che io potessi realmente diventare seminarista; non avevo neanche molte relazioni con i sacerdoti. Dopo la morte di cibo spiritualemio papà, all’età di 14 anni, ogni sabato pomeriggio andavo in chiesa, e partecipando alla catechesi ho cominciato a conoscere qualcosa sulla fede cristiana…chi è Gesù, quale é la nostra fede...

Una volta la nostra catechista ci ha spiegato che Gesù è nel tabernacolo e in quel momento io pensavo che il corpo di Gesù vivo stesse dormendo lì dentro. Ho detto: che strano, ma Gesù diventa piccolissimo adesso e può entrare in questa scatola? Ma possiamo aprire per guardarlo? Piano piano ho capito che Cristo ci ha lasciato l’eucaristia e così potevamo vivere sempre con Lui ed egli in noi: era un cibo spirituale.

Un giorno, all’età di 17 anni, era venerdì sera, avevo deciso di voler andare a messa l’indomani mattina, cioè il sabato, come facevo di solito. angelocustodePraticamente mi dovevo svegliare alle 5: 15 e così potevo prepararmi a partecipare alla messa delle 5: 45. La nostra casa non era lontana dalla chiesa; ci vogliono 15 minuti a piedi. Quella mattina però non mi ero svegliato, ma c’è stata una voce che ha chiamato tre volte il mio nome. Mi sono svegliato e ho guardato l’orario: ero quasi in ritardo perché erano già le 5: 37. Comunque, mi misi a correre e riuscii ad arrivare in tempo per la Messa. Appena arrivato ho pregato Gesù e gli ho chiesto di dirmi chi mi aveva chiamato, perché mia mamma e i miei fratelli stavano dormendo a quell’ora. Ho chiesto pure al mio parroco e lui mi ha detto che forse: “il tuo angelo custode ti ha invitato a pregare, perché senza quella voce tu staresti ancora dormendo”.

Ero molto convinto di questa sua spiegazione e mi tornava in mente quello stesso desiderio di quando avevo di 11 anni, quando da chierichetto, pensavo che Dio volesse chiamarmi per rispondere a quel desiderio che c’era in me. Quindi ho deciso di entrare in seminario, per ricevere una formazione umana-intellettuale-spirituale che mi permetteva di conoscere di più Gesù, il mio liberatore e il mio salvatore, anche se mia mamma non era d’accordo. Quando sono entrato in seminario minore, abbiamo fatto tante cose: studio, preghiera, lavoretti vari, il ministero nelle piccole chiese, lo sport… in generale posso dire che questa formazione è stata per me, e lo è tutt’oggi, un dono di Dio che mi fa crescere. In quel tempo, la cosa che mi aveva colpito di più, era beata teresal’incontro con i poveri. Quasi ogni giorno li incontravo e parlavo con loro, e mi hanno insegnato a vivere la semplicità e la povertà. Pure io mi sento debole, fragile, povero… per cui voglio pregare sempre per i più deboli, i poveri e voglio stare in mezzo a loro per poterli consolare, dargli una carezza… e questo riesco a farlo solo perché sento che Gesù mi sostiene.

Adesso sto ancora camminando, e ho voluto raccontarvi questa storia perché ho bisogno della vostra preghiera… per diventare un “buon uomo, buon figlio e buon prete se Dio vuole…”

Vi prego: pregate per me, per i seminaristi, per la Chiesa, per i nostri educatori e per tutti…

Grazie a tutti.

Rodolphe Randriamahefa

Viviamo in un mondo grigio...

VladimiroCari amici,
come primo contributo alla sezione “Pro-Vocazione” vorrei inserire un articolo che scrissi alcuni anni fa (era il 2006) ma che mi sembra ancora attuale e che mi sembra una buona “provocazione” anche per la situazione che stiamo vivendo oggi; se e quando lo leggerete, quindi, fatelo con la mente rivolta a quell’anno, specialmente per quanto riguarda gli argomenti di cronaca o politici a cui faccio riferimento. Il titolo dell’articolo è:


Viviamo in un mondo grigio, ma… il grigio è un colore che non esiste!


Apro la finestra, alzo gli occhi al cielo, é grigio, ma… Il grigio é un colore che non esiste.
Accendo la TV e sento che gli USA ed altri stati (fra i quali vi é anche la nostra amata Italia) hanno dichiarato guerra all’Iraq; una “guerra giusta”, una guerra per “difendere la pace” nel mondo intero, una guerra per impedire che l’Iraq utilizzi armi non convenzionali contro l’America e l’umanità intera.
Sono trascorsi tre anni da quando ho acceso la TV ed ho ascoltato per la prima volta quell’orrenda notizia: da allora sono morti migliaia di civili e di soldati, sono state distrutte intere città ma delle famose “armi non convenzionali” non vi é ancora alcuna traccia… Viviamo in un mondo grigio, ma… Il grigio é un colore che non esiste!
Nell’Iraq, in quella terra in cui parte della “civiltà” occidentale ha scatenato quell’orrenda guerra, quasi ogni giorno un kamikaze imbottito di esplosivo siDopo scienza fa saltare in aria tra la folla uccidendo decine di persone innocenti, inermi, indifese; nella mente dell’uomo/donna che arriva a fare quel tremendo ed estremo gesto, c’é spesso la convinzione che quella sia la “strada giusta” per fronteggiare il nemico invasore, una strada sulla quale é lo stesso Dio che li chiama… Viviamo in un mondo grigio, ma…. Il grigio é un colore che non esiste!
Leggiamo i giornali, guardiamo la televisione, parliamo con le persone che ci stanno accanto e…Grigio, grigio, grigio… Sembra questo il colore predominante in ogni cosa ed in ogni situazione che ci circonda: cultura, politica, scienza, …Quale campo del sapere e del vivere comune é esente dal “terribile color grigio”?
A poco più di 50 anni dall’ultimo conflitto mondiale, quello durante il quale i nostri padri si sono ribellati alla ventennale oppressione della dittatura fascista, l’attuale cultura-politica cerca di convincerci che…. A quel tempo non c’erano oppressori ed oppressi ma solo persone con “differenti vedute”, con diverse opinioni politiche che, con la stessa dignità, si sono scontrati…Viviamo in un mondo grigio, ma…Il grigio é un colore che non esiste!
Viviamo oggi nell’era digitale, quella delle televisioni e dei computer: la televisione é infestata da “isole dei famosi”, films e programmi vari che vogliono convincerci che, una delle cose peggiori che possano capitare all’Italia (ed agli italiani), é la rottura del rapporto tra Al Bano e la Lecciso, mentre…Ci dimentichiamo di parlare, discutere, confrontarci, crescere con chi ci sta intorno, con le nostre mogli, con i nostri figli…. Già, i nostri figli… Le loro menti sono ormai quasi completamente assorbite ed annullate dai videogiochi del momento, che non fanno altro che alienarli sempre di più dal mondo che li circonda…Viviamo in un mondo grigio, ma… Il grigio é un colore che non esiste!
Il grigio é un colore che non esiste ma avvolge la politica quasi totalmente: sono politici quelli che gridano la loro “grigia verità” pretendendo di convincerci che abortire é un nostro “sacrosanto” diritto, che uccidere un bambino non ancora nato é una libertà conquistata dalla donna…….Sono politici quelli che cercano di convincerci che il legittimare i matrimoni fra gay é un atto di  rispetto per i diritti dell’essere umano e non un andare contro natura; sono sempre politici quelli che cercano di convincerci che il “sottrarre soldi” ai cittadini per utilizzarli in politica non é un vero e proprio rubare, ma un dirottare dei soldi per finanziare una giusta causa.
Abbiamo politici pluri-inquisiti che, per “risolvere i loro problemi giudiziari”, fanno delle leggi ad hoc depenalizzando alcuni dei reati che la magistratura gli contesta… Viviamo in un mondo grigio, ma. Il grigio é un colore che non esiste!
dnaLasciamo allora la politica e cerchiamo un pò di bianco e nero, un pò di assolutamente vero o di assolutamente falso nella scienza, quell’ambito che, apparentemente privo degli interessi e del potere che condiziona la politica, dovrebbe darci delle risposte chiare… La scienza, già, la scienza… Risposte chiare, bianche o nere…Ma quali sono?
La scienza ci dice che abortire nei primi mesi di gravidanza non é un omicidio perché il bambino non é ancora realmente formato; la stessa scienza ci dice che l’utilizzo della famosa pillola “RU486”, é un grosso passo avanti nel progresso e non invece un modo più sottile e camuffato di abortire, di uccidere un piccolo essere indifeso…Ancora la scienza, ci dice che é importante fare degli esperimenti sugli embrioni umani perché, così facendo, si possono salvare milioni di altre vite…Viviamo in un mondo grigio, ma. Il grigio é un colore che non esiste!
É di cruciale importanza – sempre per la stessa scienza – fare manipolazioni genetiche su tutti gli esseri viventi che ci circondano, perché così potremo imparare tantissimo su come la vita si é formata e su come la si possa modificare per trarne maggiori vantaggi… Cerchiamo di modificare geneticamente tutto ciò che ci circonda ed anche l’uomo, con l’obiettivo ultimo di “creare” l’ambiente ottimale per l’uomo ottimale, dimenticandoci che, così facendo, non facciamo altro che ricalcare le orme di Hitler: lui voleva “solamente” creare una razza perfetta, noi, anzi la nostra scienza, vuole creare il mondo perfetto per la specie perfetta (l’uomo)senza curarsi minimamente degli sconvolgimenti  che, con quelle manipolazioni, si apportano irreversibilmente all’intero ecosistema. La stessa scienza con la s minuscola - e questa é la “ciliegina sulla torta” - vuol convincerci che siamo dei semplici animali come i topi o come i pipistrelli ma solo un pò più evoluti, vuole convincerci che non esiste alcun Dio ma che tutto ciò di cui siamo fatti e che ci circonda si é formato per puro caso… Viviamo in un mondo decisamente grigio, ma… Il grigio é un colore che non esiste!
Fino a qualche decennio fa si credeva esistesse sia il bianco che il nero, l’azione giusta e quella sbagliata, oggi invece tutto é grigio intorno a noi, il grigio tinteggia ogni stato della materia: grigia é la nebbia che ci avvolge le menti, grigio é il liquame nel quale annaspiamo, grigia é la parete scoscesa che abbiamo dinnanzi e che ci sembra impossibile scalare… Cosa posso fare per dissolvere questo “terrificante grigio”? Cosa posso fare per scomporlo nel bianco e nero, i colori di cui sono certo é composto? Provate ad immaginare una qualunque sostanza di colore grigio… Gassosa, liquida, solida, in qualunque stato la “materia grigia” si trovi, sembra impossibile separarne le particelle bianche da quelle nere… Sto quasi per arrendermi, quando… mi viene in mente un “piccolo particolare”: io sono cristiano, sono un cristiano cattolico, io sono certo che esiste un Dio che ha creato il tutto, un Dio che ci ama immensamente, un Dio che ci rispetta tanto da lasciarci la facoltà di decidere se andare verso di Lui o contro, un Dio che ha sacrificato il Suo unico figlio, Gesù, per salvare l’umanità intera dal peccato.
DioAppena questi pensieri  cominciano a delinearsi nella mia mente, alzo gli occhi al cielo e vedo una luce molto intensa: questa luce mi colpisce in pieno e materializza tra mie mani un arco lucente con una freccia magica; nello stesso istante sento una voce possente, quella di Dio, che mi dice:

“L’arco che ti ho messo in mano é una piccolissima parte del Mio potere e quella freccia é la Mia parola; ti do la facoltà di colpire qualunque persona, qualunque cosa, qualunque coscienza, qualunque intenzione, qualunque pensiero, qualunque situazione, qualunque cosa tu desideri… Nel momento stesso in cui tu colpirai l’obiettivo con la Mia freccia , esso si scinderà nei veri colori di cui é costituito: NERO come il lerciume con cui satana ha sporcato il Mio mondo e BIANCO come le candide vesti dell’Agnello che Io ho sacrificato per voi… Qualunque cosa tu colpirai con quella freccia ti apparirà com’é realmente, non grigia, ma bianca o nera perché… Il grigio é un colore che non esiste!
Io ti concedo anche il potere di fare in modo che il nero presente nell’obiettivo venga riassorbito totalmente dal bianco, proprio come ha fatto il Mio adorato Figlio lavando i vostri peccati con il Suo Divino Sangue! Sappi, però, che hai un’unica freccia a disposizione e che… Otterrai l’effetto desiderato solamente se le tue intenzioni saranno corrispondenti alla Mia Divina Volontà!”


Oddio –mi sono subito detto – quale grande potere ha questa freccia!
Ho tra le mani la possibilità di cambiare qualunque cosa, qualunque persona, qualunque situazione……Beh, si, ma cosa, chi??? Magari la mente di qualche famoso scienziato, uno di quelli che dice che é importante per il bene dell’umanità intera fare esperimenti sugli embrioni… Si, é vero, potrebbe essere una buona idea, ma… c’é troppo fango in giro, troppo grigio da schiarire, magari…. Mi viene in mente qualcosa di meglio, di più incisivo, lasciando la scienza e passando alla politica… Un obiettivo politico per la mia lucente freccia potrebbe forse essere il nostro Presidente del Consiglio? Si, l’idea potrebbe essere buona, e potrebbe anche essere “in sintonia con la Divina Volontà” ma… ho una sola freccia e, colpendo arcoquell’obiettivo, potrebbe cambiare forse tanto nel nostro Paese ma molto poco nel resto del mondo.
Pensiamo, quindi, a qualcos’altro… Potrei magari colpire il Presidente Bush o il Presidente dell’Iran, potrei colpire tutte le religioni e convertirle al Cristianesimo, potrei colpire l’intera America o – meglio ancora – l’intera Cina: loro sono comunisti (magari é anche vero che mangiano i bambini!), atei, sono in tanti. Potrei con una singola freccia aprire gli occhi all’intera Cina e convertirla… Mica male come idea e sicuramente farebbe piacere anche al buon Dio che ha armato le mie mani.
Quasi convinto della decisione presa, alzo le braccia al cielo, tendo l’arco con il massimo della forza in mio possesso, punto la freccia (almeno nelle mie intenzioni) verso la Cina, ma… mi viene in mente un obiettivo ancora più ambizioso: potrei scagliare la freccia contro un punto qualunque del mondo, contro il mondo intero ed aprire gli occhi a tutti, nessuno escluso! Ottimo - mi son detto - questo é l’obiettivo migliore, quasi sicuramente quello che Dio sperava facessi: aprire gli occhi a tutta l’umanità e convertirla con una singola freccia, con un singolo colpo.
Ho ormai deciso: alzo in aria l’arco, esprimo il più chiaramente possibile nella mente le mie intenzioni, sto quasi per scoccare la freccia quando… mi viene in mente un altro “piccolo particolare”, anzi, più di uno:
Gesù ci ha detto che la “pagliuzza” nell’occhio di chi abbiamo di fronte, di chi sta intorno a noi, non é niente confrontata alla trave che abbiamo nel nostro; Gesù ha anche detto: “Chi é senza peccato scagli la prima pietra!” Inoltre, mi viene in mente che Dio avrebbe potuto eliminare tutto il male esistente sulla terra in un attimo, con un soffio, avrebbe potuto scagliare Lui stesso una, cento, infinite frecce, invece… Per sconfiggere il male ed il peccato ha sacrificato Suo Figlio sulla croce.
pane vinoCon il sacrificio del Cristo, Dio ci ha liberato dai peccati e ci ha anche mostrato la:”Via, la Verità e la Vita” per raggiungerLo, per guadagnarci il Suo Regno.
L’arco é teso al limite, sono pronto a scagliare la freccia, nella mia mente é ora perfettamente chiaro l’obiettivo da colpire, per cui… faccio ruotare l’arco di 180 e… scocco con il massimo della forza la freccia colpendo in pieno il mio cuore, il mio animo, l’unico che io posso realmente giudicare, colpire, cambiare!
Soltanto purificando il mio animo nel profondo posso sperare di vedere intorno a me il BIANCO ed il NERO; soltanto facendo splendere la luce di Dio nel mio cuore posso sperare di farla risplendere intorno a me e di avere la forza di scegliere per il BIANCO senza alcun timore per l’orrendo NERO una volta che quest’ultimo sarà reso palese ai miei occhi, perché… Dio é vincitore ed il Cristo é “La Via, la Verità, e la Vita” che Lui ha tracciato per tutti noi!
Si, é vero, IL GRIGIO É UN COLORE CHE NON ESISTE, esiste soltanto il BIANCO e cioè la VERITÀ che si é compiuta nella vita, morte e resurrezione del Cristo; esiste il NERO che é il male ed il peccato originatisi con la ribellione di lucifero, l’Angelo della Luce. Se seguiamo il Cristo sulla Sua strada non avremo mai nulla da temere e la “falsità del grigio” si dissolverà ai nostri occhi perché… viviamo nel mondo di Dio ed il grigio é un colore che non esiste: adesso ne sono veramente convinto!
Vladimiro Calvari