Pro-Vocazioni

Preghiera post Communio - Domenica 18 ottobre 2015

Davide Amadeo 2015

Gesù, grazie per questo dono così grande che ci fai,

un dono così grande in un pezzettino di pane piccolo.

A volte dimentico di ringraziarTi come si deve,

a volte il grazie che ti dico è frettoloso ed acerbo,

altre volte questo grazie da parte mia non c’è…

Tu ci sei sempre.

Sei lì, dentro quel tabernacolo che mi aspetti, sei paziente.

A volte mi aspetti per giornate intere,

quando sono preso da altre mille cose

e mi dimentico di Te che sei la cosa più importante,

l’Amore più grande.

Grazie Gesù, perché sai aspettarmi, grazie perché mi ascolti

Anche quando metto al primo posto il mio interesse egoistico

e vado cercando un posto privilegiato seduto di fianco a Te,

non capendo che il posto privilegiato

è in mezzo ai fratelli per servirli.

Grazie perché quando attraverso momenti difficili

sei Tu che siedi di fianco a me,

grazie perché in questo momento sei dentro di me,

aiutami a portarTi agli altri, aiutami ad essere come Te;

aiutami a non perdere la speranza e la pazienza

quando nelle difficoltà non riesco a vederTi,

aiutami a saperTi aspettare come fai Tu con me,

aiutami a saper aspettare i fratelli che rimangono indietro

e donami la capacità di sapermi sedere di fianco a loro

come fai Tu. Amen

Davide Amadeo

Preghiera Post Communio - Domenica 11 ottobre 2015


Gino 2015

Signore Gesù,

Tu sai che a volte i tuoi figli non riescono a mantenersi fedeli.

Sappiamo che tu non lasci mai che noi, tuoi figli,

ci perdiamo a causa del peccato che colpisce le nostre debolezze umane.

Tu sai ciò che desidera il nostre cuore.

A volte, ciechi per nostri peccati, non sappiamo nemmeno dove andare

e cosa fare di fronti ai tanti problemi che abbiamo,

perché non vogliamo seguire la via e la strada

che ci hai indicato di percorrere nella nostra vita.

I nostri cuori sono pieni di cose

che ci impediscono di essere discepoli credenti, di essere figli tuoi;

l’orgoglio, l’odio, la superbia, sono ostacoli

che non ci conducono e non ci portano alla conversione e alla tua sequela.

Sostienici Signore,

per avere la forza di vedere e di accogliere l’ invito

a vendere tutto per amore dei poveri e dei bisognosi.

Donaci il coraggio di staccarci dai beni materiali della terra

che possono schiavizzare la nostra umanità

e non ci aiutano ad aprirci agli altri

per raggiungere il regno di Dio! Amen


Gino Irena Ralijaona

L’AMORE: un’esigenza vitale!!!

Danilo LatellaQuanti annunci di morte ogni giorno giungono alle nostre orecchie? Quanti modi diversi per causarla. E la croce, chi sente parlare più della morte in croce? Sembra così antiquata, lontana. 

Ancora oggi c’è qualcuno, però, che continua a morire in croce, come morì Gesù di Nazareth! Basti pensare ai recenti martirii avvenuti in Siria ad opera dei terroristi islamici dell’ISIS.

Si, parliamo di Gesù il Nazareno, il Re dei Giudei (INRI). E’ tempo dei 40 giorni che Gesù visse nel deserto o dei 40 anni del popolo di Israele, tempo di attesa, tempo di conversione, un tempo forte in cui l’uomo ha maggiori possibilità di cambiare radicalmente prospettiva.

Nell’immaginare la buona riuscita di un cammino che voglia essere di conversione, uno dei primissimi ostacoli consiste nell’errore umano e mentale/psicologico di concentrarsi così tanto sull’obiettivo (ancora lontano), da lasciarsi cosi pian piano allontanare da se stessi e quindi dall’essenziale.

Mi devo convertire… che parolone complicato e “irrealizzabile”, non è roba mia questa!


PRIMO PUNTO: AMATI!
Per iniziare un buon cammino di conversione, è innanzitutto di fondamentale importanza imparare ad “amare se stessi”, non alla maniera di Narciso, ma come Dio vuole. L’uomo che non “si apprezza” non può avere la sensibilità che l’incontro con Dio richiede. La tanto nominata conversione, non è una carezza auto confortante, una ipotetica possibilità, un obiettivo spirituale e disincarnato, ma piuttosto la totale disponibilità dell’uomo ad accogliere l’intervento Divino.

L’onnipotenza di Dio sceglie di chinare il Suo cielo per baciare la Terra. Quante volte il piccolo Gesù avrà baciato la Sua mamma? Espressione plastica per rendere accessibile la concezione di un Dio che per Onnipotenza si fa totale Impotenza: nacque dal grembo di una Vergine, Vero Dio, Vero Uomo.

Quante occasioni perdo, quanti baci del cielo, della gioia, della vita che vuole essere vissuta, sfuggono ogni giorno alle labbra del mio cuore? Cuori gelidi, anestetizzati, incapaci di praticare la vita, rivolti esclusivamente a se stessi. Il Bacio, sigillo tra il Cielo e la Terra, è la Croce; ognuno sa come interpretare quest’immagine, ognuno ha la sua piccola o grande croce, il bacio di cui sa di aver bisogno! Essa, la croce, intesa cristianamente, sconvolge l’uomo della storia, sia quella del Nazareno, dei ladroni, di noi oggi.

Umanamente, la croce resta il segno della crudele morte, dell’incupimento graduale della vita che pian piano si annerisce, dalle viscere sino allo spirare, al chinare del capo. Nella croce di Gesù, però, cambia qualcosa: Essa non è più espressione della sconfitta dell’uomo, ma il segno di una fragilità dell’uomo accolta ed esaltata da Dio nella Resurrezione.
Il tempo della Quaresima grida all’uomo di oggi: guarda in faccia la tua croce ma vai oltre, Cristo l’ha presa, su di essa, è stato trafitto, ma l’ha superata, la croce non è l’ultima parola…
Quante parole volano al vento, volano perché manca l’esperienza reale, carnale, dell’anima, dello spirito, della ragione cosciente. Chi si professa cristiano, deve fare esperienza di ciò che professa: di un Dio Creatore del cielo e della terra, Incarnato nel Suo Figlio Gesù, morto e Risorto per salvare l’uomo dalla tristezza eterna.

I giovani di oggi percepiscono a stento il valore della vita; perché facciano una riflessione interiore più matura e seria, hanno spesso bisogno di essere attraversati da una esperienza toccante: la morte di un amico coinvolto in un incidente, la leucemia di un compagno di classe, la perdita di una persona cara…

Comprendere prima di ogni altra cosa il valore di ciò che si è, di quello che di più insostituibile si ha: la vita. Questa è la conversione, non un mucchio di parole. Questo è “amare se stessi”, guardarsi, apprezzarsi nonostante la croce che è, alla luce di Cristo, come l’aggiunta perfezionante alla bellezza dell’essere.

SECONDO PUNTO: A DIO IL NOSTRO SI!
La pace e serenità interiore che derivano dall’accettare ed amare sé stessi, sono elementi cardini per la relazione con Dio, l’assenso, il permesso, che diamo a Lui di entrare in Madonna 001noi. Su questo percorso, sono tanti gli spunti che vengono fuori dai confronti all’interno delle nostre realtà parrocchiali o semplicemente nelle discussioni tra amici, ma sta all’ascoltatore decidere se mettersi in gioco o meno; gli inviti possono essere, infatti, anche rifiutati, ignorati, snobbati. Proviamo, nella fatica di ogni nostro respiro, a rispondere, in questo tempo, ma anche per il futuro, con un “Si” deciso alla volontà di Dio.

Signore fa di me quello che Tu vuoi, anche se ora non comprendo, eccomi, mi fido di Te, perché so che non mi daresti mai una croce se non per morire a me stesso e soprattutto per risorgere con Te. Brevissima supplica, forse più efficace di mille altre parole.
Tutto è impossibile a Dio? Si, quando il tuo “lo voglio” non è per Lui. Tutto è possibile a Dio? Si, quando il tuo “lo voglio” è tutto per Lui, anche nella vocazione alla vita coniugale seppur in modo un pò diverso. Signore si, lo voglio, come Tu vuoi.

Punto primo: pace con se stessi è strada per parlare con Dio.
Punto secondo: solo a Dio dovrebbe andare il nostro assenso.

 

TERZO PUNTO: REALIZZA L'AMORE RISCOPERTO!
La comprensione dell’amore permette di praticarlo, la pratica dell’amore permette di realizzarlo.
Chi ama è già in conversione. Non riesco ad immaginare una madre o un padre che, amando i propri figli, non vivano in cuor loro una continua dinamica di auto conversione e quindi pro conversione e, chi ha degli amici, sa che non ci si può voler veramente bene se non ci si proietta in un continuo “sopportarsi a vicenda”, nella reciproca e fraterna crescita interiore, questa è conversione.
In poche parole: chi vive veramente in stato continuo di disponibilità al cambiamento ed alla crescita è già in conversione. La Quaresima e la Chiesa che di essa parla, non si preoccupa di esaltare il dramma della morte.
Ascolta in te stesso, come un grido interiore che ti dice: la croce di Gesù non ti viene posta innanzi perché tu debba commiserarti, flagellarti, perché tu ti dimentichi che sei la cosa più bella agli occhi del Creatore. Dio vuole l’uomo vivo.

AmarePer questo potremmo vivere il tempo della Quaresima come l’occasione in cui l’uomo è chiamato a cambiare, ad esaltare il dono della vita; un tempo cronologico per chi non spera, oppure tempo dello spirito per chi guarda oltre. Questo terzo punto quindi, alla luce della proposta della Chiesa ci invita ad agire ad extra. Ad intra ci siamo riscoperti amati, questo ha permesso di poter dire si a Dio e, in ultimo, l’incontro con Dio ci suggerisce come poter realizzare l’amore nella carità ai fratelli, partendo dai vicini.

Come vivere tutto questo oggi? Come un ventenne del 2015 può accogliere proposte cosi “poco virtuali”? Richiedono troppa messa in gioco, meglio il telefonino o il pc sotto le mani che la vita custodita da esse!
Quali, quindi, possono essere le difficoltà per vivere al meglio i punti sopra meditati (1 -Pace con me stesso; 2 - assenso a Dio; 3 - realizzare l’amore)?
Pace con me stesso ….
Il mondo di oggi si impegna con furbizia per confondere la verità dell’“Io” come soggetto libero e capace delle proprie azioni. Anche se secondo coscienza e sulla base di principi fondamentali, la persona è profondamente tentata, la possibilità di amare se stessi, cosi come si è, appare inutile, a volte impossibile. Nonostante questo, ricorda: “Àmati”…

Assenso a Dio …
La cultura di oggi si prende gioco di chi nomina Dio, anche se ha una paurosa insoddisfazione interiore; crolla qui il secondo punto. Chi mi dice che dire si a questo Dio , mi porti giovamento? Non ho bisogno di questo Dio, non esiste, anzi forse esiste ma non gli importa nulla di me. Non vale la pena perdere tempo in questo modo, magari andando in Chiesa o dialogando con il nulla! E’ l’uomo di oggi che pensa cosi. Nonostante tutto sono sempre più convinto che dire il nostro “Si” a Dio, sia possibile e di vitale importanza, quindi… Coraggio: dì il tuo “Si”.

Realizzare l’amore…
L’uomo ha paura di impegnarsi seriamente nell’amore. L’amor vero fa impressione, fa arrossire colui che si sente “forte”; meglio non impegnarsi seriamente, meglio divertirsi. Una è la vita, la carità verso gli altri non è compito mio. Io amo me stesso e solo quello che degli altri mi calza perfettamente. Soffrire per amore? Prego, cedo a te questa follia.

Anche l’uomo più santo, cade involontariamente in ripiegamenti dell’essere che arrivano a ragionare secondo tutte queste false categorie esistenziali. Sono pensieri che ritrovo nei miei stessi amici, in fondo cosa possono dire vedendosi cosi trattati dallo Stato, a volte anche dalla stessa Chiesa, dalla società tutta? Nonostante tutto questo è possibile credere e realizzare l’amore…

Le tante domande su Dio vivono nel cuori dei giovani; sarà la crisi, lo sconforto, ma sempre più numerosi nascono interrogativi che, soffocati dai silenzi e dall’oppressione della società, non possono più trovare risposta.
Chi si accorge di tutto questo? Padri e madri di famiglia che hanno dimenticato la fonte del loro amore? O quei sacerdoti che hanno perso la passione per il Vero, per l’Essenziale del loro servizio?
Che fare quindi? Gettare la spugna e dirsi: come va va, non finisce mica il mondo.

Direi io, forse hai ragione sul fatto che non finisce il mondo ma… che ne è dell’uomo se ha guadagnato il mondo ed ha perso se stesso?

L’uomo è polvere in potenza, carne e spirito in atto. L’uomo è per il cielo non per la precarietà della vita terrena; chi è da Dio non può realizzarsi fuori da Dio.
Tra i mille, forse duemila messaggi di oggi, fai finta che te arrivi uno che contenga qualcosa si insolito, forse qualcosa che può rendere la tua giornata diversa da tutte le altre.
Dice il messaggio strano: per la tua vita, da oggi, o al più presto possibile, sii in pace con te stesso, àmati; se credi in Dio, o anche se non ci credi (tanto non avresti da perdere): dai a Lui un cenno di interesse, dici un bel si, “scegli tu” i termini, la vocazione.

Pratica l’amore: sarà questa azione che ti realizzerà. La Quaresima intesa così non è solo il tempo di Gesù nel deserto, neanche il tempo esclusivamente del credente praticante, assiduo alla vita ecclesiale. Ci vorrebbe un annuncio che andasse oltre le mura delle nostre Chiese, un tempo santo che miri a cambiare registro partendo dai lontani, da chi veramente ha e sente il bisogno di riscoprire la bellezza del deserto nel quale sicuramente si ritrova oggi a vivere. L’amore sta alla base di tutto, esso non è un’esperienza oculare, l’amore per Dio e per gli amici è un’esigenza vitale.

                                                                                                                                                               Danilo Latella

Una “folle” e dolce prospettiva…

Antonio IeloMi chiamo Antonio, ho 30 anni, appartengo alla Parrocchia di Sant’Antonio di Padova e sono un seminarista del secondo anno del nostro seminario.

La mia è una storia vocazionale molto semplice, nata nella quotidianità della vita parrocchiale.

Come accade a tanti ragazzi, dopo la prima Comunione ho avuto un periodo di allontanamento da tutte le attività di ambito ecclesiale e per molto tempo ho partecipato solo alla Messa domenicale, certo con molta convinzione… ma proprio lo stretto necessario!

Lavoravo, mi piaceva molto uscire, stare in giro, divertirmi con gli amici, la classica vita di un giovane normale.

Tutto è andato così, finché dentro di me si è fatto sempre più forte il desiderio di servire da vicino quel Gesù che conoscevo poco, ma che mi faceva capire che avrebbe dato un senso diverso alla mia vita. Era infatti già soddisfacente, però mancava di qualcosa.Antonio 001

E’ iniziato un periodo in cui mi sono fatto molte domande su cosa fare, in che modo rendermi utile, finché questo mio desiderio non si è incontrato con la Provvidenza di Dio: un giorno a Messa durante gli avvisi parrocchiali, il sacerdote ha lanciato un messaggio: “se qualcuno vuole rendersi utile in parrocchia per qualunque attività è il benvenuto”.

Accogliendo al volo questo invito, è iniziato il mio viaggio! La prima attività è stato il volontariato in casa di riposo con gli anziani, poi il catechismo, gli incontri di formazione col gruppo dei giovani e tutte le altre attività con cui potevo realizzare questo desiderio.

In parrocchia ho trovato dei veri amici e si è creata come una seconda famiglia. Questo nuovo “mondo” mi portava molta gioia nel cuore, era veramente un dono grandissimo di Dio. Più mi donavo, più stavo bene, e questo stato in cui mi trovavo volevo condividerlo con gli altri. Più ricevevo e più era bello ridare tutto agli altri. Questi anni costituiscono dei ricordi che mi porto dentro con molto affetto.
Antonio 003Dopo qualche tempo però ho iniziato a farmi delle domande sul mio futuro e sulla possibilità di vivere più seriamente questa chiamata a servire Gesù, quel Gesù che ora conoscevo un po’ meglio e che mi metteva di fronte ad una dolce e folle prospettiva. Folle perché: “chi mai avrebbe pensato minimamente al seminario?”.

Fino a qualche anno prima avrei desiderato tutto tranne che questo… ma dolce. Dolce come la voce di chi ti vuole bene e che guardandoti ti dice: “Fidati di me!”.

E tutto questo, pian piano, non era più un semplice pensiero che mi solleticava il cuore, ma qualcosa di reale che entrava concretamente nella mia vita.

Allora ho deciso di fidarmi, di buttarmi, perché la fiducia richiede anche questo abbandono.  

Dopo un periodo di verifica fatto in parrocchia, sotto la guida del mio vice-parroco, ho deciso di proseguire il mio discernimento in seminario.
Restava ancora l'ultimo grande ostacolo: dirlo ai miei genitori. Sapevo che non l'avrebbero presa bene.

I primi tempi in particolare sono stati molto duri soprattutto perché non riuscivamo a parlarne e loro non capivano le mie motivazioni.

Ma affidando tutto al Signore e pregando molto, hanno accettate la mia scelta e adesso sono i primi a sostenermi nel mio cammino…

Antonio Ielo

NON E’ IMPOSSIBILE...

Dio AmoreLa fatica, i giovani e la loro grandezza , il ri-trovarsi, il perdonare, l’esserci.

L’amore non può finire!

Questa è la frase che questa sera mi accompagna a letto. Seguendo il cuore non ci si sbaglia mai. Mi ritrovo qui mio Signore a renderTi grazie per la Tua sublime ed irragiungibile capacità di Essere la Fedeltà perfetta ed immutabile.

Dopo un tempo di grande crisi e fatica, eccoci qui innammorati l’uno dell’altro come se mai nulla avesse provato a separarci.

Chi arriva da “fuori”, non potrà mai comprendere bene e pienamente come o cosa sia la nostra Storia. L’uomo è fatto di mille difetti, io sono fatto di duemila, ma sono sicuro che: chi entra in Te non può più rimanere la stessa persona!

E’ inutile dire mille parole, quando l’esperienza di chi parla, non è stata veramente reale e sofferta. Oggi non mi ritrovo in mano la Verità, so però che solamente faticando (nella fatica Dio E’ Presenza) la si può guadagnare e piano piano realizzare.sofferenza

Come vorrei trasmettere quello che provo… sono interdetto nel farlo, non ho gli strumenti adatti, sono troppo piccolo per esprimere un’emozione cosi ‘diversa’ che possa descrivere in modo razionale Te (Dio). L’unica cosa che io possa fare è provare a dare il meglio di me stesso, il meglio che nasce dalla nostra silenziosa e meravigliosa, quanto vera e reale, relazione. 

Vorrei dire ai miei coetanei che non è impossibile credere in Te, che non è una vergogna poter dire: amo questa vita ed in essa riesco anche ad amare Chi l’ha creata.

Credere in Dio non significa andare contro corrente, non significa chiudere la porta alla bellezza delle relazioni interpersonali, non significa dover “calare” sempre la testa li dove nelle stessa Chiesa si vedono cose che non sono giuste.

Credere all’amore come regalo di Dio, non significa dover rinunciare alla famiglia, agli amici, a tutto ciò che nella giustizia rende felici e realizzati.

Lascia fare a DioDio non è severo, non è padrone, Dio è Padre… Buono, Paziente nell’ aspettare. Per favore, non lo accusare dei tuoi mali quando magari non hai mai provato a ringraziarLo per i tuoi beni.

Dio non è dispettoso, il diavolo è dispettoso, Dio NO.

Dio non è nemico. Credere, secondo me, significa avere il coraggio di osare fidarsi, avere la capacità di apprezzare la presenza di un Amico che mai delude; questa non è un’illusoria ideologia.

Dio si fa vivo ogni qualvolta è l’uomo stesso a saperlo ri-trovare e vedere presente nelle varie vicende della propria esistenza… anche nelle più disperate.

Caro mio….sorridi perché Dio non è li, non in questo o quel luogo, o in questa o quella persona che pensiamo più fortunata di noi. Lui è in te: in quel silenzio che ormai non ha più spazio, in quella lacrima che non ti sai spiegare, in quel gesto d’amore che hai ricevuto senza comprendere nemmeno da cosa sia stato mosso.

Dio è qui, è in te che a modo Tuo Lo continui a cercare.

E perdona la Chiesa per i Suoi difetti, ricorda che è fatta di poveri uomini, poveri in spirito, ricorda che grazie ad essa ancora oggi si può conoscere e sperare in un Dio che si è fatto Uomo, in Gesù Cristo! Sii più docile con Essa, stai sereno non rischi di perdere nulla anzi… di guadagnare Il Tutto.

Per avere meno paura di questo Dio che sembra cosi troppo grande e lontano da poter dare retta a noi, immaginalo presente in Gesù, ancora meglio nella mangiatoia.

Vedi li, la stessa grandezza di Dio, quel Dio che tanto temi è quel bambino indifeso!!!

Un Bambino ha bisogno dell’affetto dei grandi, “tu sei una meraviglia stupenda” per Dio TU sei grande, Lui “ha bisogno” di vedere e di amare questa meraviglia che sei.

Non parliamo di andare subito a Messa, annunciare il Vangelo o prendere il rosario fra le mani da un giorno all’altro.

La cosa principale è riscoprire nella propria vita la presenza dell’amore di Dio, il fatto che mai ci molla la mano, che Lui è l’Amore che dura per sempre.

Cercalo con forte desiderio, nel silenzio del cuore, lì parla l’Autore della vita.

Amare Dio ed in Lui anche la Chiesa di questo tempo, non è una convinzione che ci si impone, è il risultato di un incontro reale che muta l’essere al punto da portarlo a pensare: Tu sei in me, ed io voglio restare in te, non mi abbandonare.

Io giovane, so che i giovani sanno amare bene; il Buon Padre del cielo, Lo stesso creatore del tuo cuore, aspetta il tuo irripetibile ed insostituibile amore.

Affrettati, corri, “cadi” dalle tue certezze se fosse il caso! Grazie Signore per questo giorno e questa vita, aiutami a dire bene chi Tu Sei per me. Prego perché Tu possa essere riconosciuto da chi mi sta a cuore, anche da chi è un po più lontano; convertimi a Te Gesù!

                                                                             Danilo Latella.