Pro-Vocazioni

SUSSIDIO PRO-VOCAZIONALE 2015

Bartimeo 3Carissimi amici,

come vi avevamo promesso da alcune settimane e come abbiamo cominciato a pubblicizzare nelle Parorcchie presso cui andiamo ogni fine settimana a prestare il nostro servizio Pastorale, L'Equipe Vocazionale del Seminario da oggi distribuirà, a tutti i formatori/catechisti con cui collaborerà, un "Vademecum del Formatore" all'interno del quale si possono trovare nuovi spunti per l'attività pastorale. 

Il libricino che - come abbiamo appena detto - verrà distribuito nelle varie Parrocchie in cui saremo impegnati nel corso di quest'anno formativo, potrete anche visionarlo/scaricarlo in formato PDF cliccando sul seguente link: visiona/scarica sussidio pro-vocazionale 2015.

Per consultare/scaricare il SUSSIDIO si può anche accedere alla home page del sito nostro Seminario (http://www.seminariorc.it/) e cliccare sul link: Download - Materiale Liturgico.

“Gli occhi: specchio dell’anima...

Sguardo damore 001... strumento di Misericordia”.


L’intesa di sguardi: corrispondenza d’amore. “Gli occhi sono lo specchio dell’anima”, ed è proprio vero. 

Parliamo oggi abbondantemente di misericordia e consolazione, di carità e servizio pratico al prossimo, cose belle, degnissime di chi si sente e professa cristiano. Una saggia riflessione parallela però, potrebbe anche farci prendere coscienza della nostra dimenticanza in un servizio al prossimo che precede tutti quelli sopra menzionati. Forse, tra il “tanto dire” ci siamo dimenticati che il primo atto di misericordia, di consolazione, di carità, di servizio al prossimo, di amore, lo possiamo e dovremmo rendere, innanzitutto, con i nostri occhi!  Esprimono l’indicibile, trasmettono tutto, arrivano su tutto.

Spesso sono i nostri occhi a fermare l’amore che vorrebbe abitare la nostra vita relazionale.

Ci sarà capitato che siano stati i nostri occhi a condannare una persona, deriderla, snobbarla, purtroppo, e potrebbe anche essere capitato (fa parte della debolezza umana) ad odiarla.

Gli occhi sono lo specchio dell’anima. Per comprendere seriamente questo “saggio detto”, basterebbe qualche volta mettersi davanti ad uno specchio e li farsi un bel e sano esame di coscienza, cercare, alla luce delle debolezze umane, quale sia il vero peso e valore di uno sguardo. Scherzosamente potremmo anche fare l’esercizio nel porci davanti ad uno specchio ed iniziare a guardarci (non è detto e neanche scontato e che ne abbiamo immediatamente il coraggio). Dopo esserci guardati potremmo allora iniziare a pensare alle diverse persone e le rispettive emozioni che ad esse ci legano.

Se si pensa alla mamma, non può che trasparire dagli occhi un delicatissimo raggio di luce e gioiosa gratitudine, così per il papà, i fratelli, la famiglia tutta, gli amici …

Ogni persona ritrovata nell’animo (ecco qui) compare nei nostri occhi.

E’ stato considerato il bello di un rapporto anima/occhi ma, potrebbe anche andare riflesso nello specchio uno sguardo rabbioso, odioso, quasi da spaventarsi alla propria vista da voler scappare…

Come guardi o uomo, o donna?

Che storia raccontano i tuoi occhi? Bello pensare però e anche soprattutto alla persona che si ama al di sopra di ogni altra. Ah, guardandosi negli occhi ed allo specchio pensando alla persona amata ci potrebbe essere addirittura il rischio di innamorarsi di se stessi.
Quanto è bello l’uomo, la donna quando amano!

Il pensiero può anche andare a quelle care persone che però non sono più vicine o anche non più in questa vita … occhi lucidi, occhi carichi di verità, occhi da abbracciare. Guardarsi è imparare a guardare, o lo si vuole o no è vero: “gli occhi sono lo specchio dell’anima”. O lo si vuole o no, proprio perché difficilmente si può mentire quando si hanno gli occhi aperti, specialmente se immersi negli occhi di un tu particolarmente vicino (di cuore).

Certo non è impossibile che accada di mentire alla persona vicina, a quella che la si definisce “amata”, se questo però dovesse capitare sarebbe veramente grave. Non irreparabile ma da convertire. Converti i tuoi occhi all’amore. A volte si pensa di poter mentire semplicemente non parlando, non esponendosi in un discorso, minimizzandosi, impauriti e nascosti dentro la propria convinzione … Ahimè gli occhi sanno anche trasmettere tutto questo, gli occhi sanno parlare, sanno perfino gridare!!

Non a tutti è data la sensibilità del cogliere il carico degli sguardi certo, ma è a tutti evidente che, chi ama, nei confronti della persona amata, riscopre in un “batter d’occhio” quella irripetibile sensibilità, mossa dall’amore che nemmeno uno tra il resto degli abitanti del pianeta potrebbe imitare.

L’intesa di sguardi è corrispondenza d’amore. Tante parole per dire ciò che è scontato! E’ scontato? E’ importante imparare, anche con l’esercizio dello specchio, che potrebbe consistere anche in una riflessione del cuore e della mente veritiera e profonda, saper trovare la forza e gli strumenti per correggere il proprio animo, a convertire il proprio cuore. Ognuno ha una storia, a volte e raramente fatta di rose e fiori, altre e molto più spesso di rose e spine.

Gli occhi dicono anche quello che forse non si pensa, esprimono ciò che “sta dietro”, trasmettono le camere più nascoste, dimenticate, sigillate. Conversione degli sguardi è quindi anche trovare un tempo nella vita nel quale decidersi: VOGLIO CAMBIARE (in meglio), per il mio bene, soprattutto per quello di dei miei amici, anche nemici!!!

Il punto è questo: gli occhi rivelano il cuore, il cuore rivelato dai nostri occhi può essere un mezzo con il quale Dio, oggi desidera far giungere agli uomini la Sua Misericordia. Il credente ha questa gravissima responsabilità. Senza mezzi termini.

Il credente, il cristiano non può incutere paura, non è di Dio chi incute paura, il cristiano non può spaventare, giudicare senza misericordia, escludere senza accogliere. Tutto questo, pensa un po’, già solo tenendo gli occhi aperti. Aperti per condannare o per dare misericordia? “Gli occhi sono lo specchio dell’anima”.

Il credente potrebbe anche dire così: O Dio purifica il mio cuore perché dai miei occhi possano sgorgare soltanto sguardi di amore, amore nell’essere stato oggetto di misericordia e necessariamente vocato a farne dono ad ogni creatura. I miei occhi siano specchio di un’anima buona e “sazia” di Misericordia.

 

                                                                                                                                                                                      Danilo Latella

SEI FORSE TU, IL FIGLIO DI TIMEO?


Bartimeo 2Marco 10,46-52

[46]E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. [47]Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». [48]Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
[49]Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». [50]Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. [51]Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì, che io riabbia la vista!». [52]E Gesù gli disse: «Và, la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.

Un amico che ci assomiglia …
Eccolo li il caro figlio di Timeo: quanta compassione ci fa. Lì a mendicare, piegato su quel sudicio straccio.

Lo vediamo triste, rassegnato, immerso nel vuoto, scarico della voglia di vivere. Quanto è cupa questa visione!

Ma tuo padre, Timeo, dov'é?
Non hai amici… perché stai li a mendicare?  Seduto, statico, cieco, silenzioso, solo…  Perché ti sei ridotto in questo modo?

Perché nel 2015 questo “cieco di Gerico” può essere preso così molto facilmente come prototipo degli uomini ed in particolare di tantissimi giovani?Bartimeo

Perché spesso si è come lui, purtroppo; e, soprattutto, rischiano di esserlo i giovani: seduti, già stanchi di camminare, di correre con i sogni, immobilizzati dalla società, portati a dover aspettare che sia qualcuno, chissà chi, a gettare nel loro mantello qualche spicciolo.

L’alcool, la droga, l’usura, le corse con le macchine, il sesso, la violenza, il bullismo, tutto va a finire in quel mantello che diventa per loro ciò che fu per Bartimeo: l’unica cosa cara.
Quanti “ciechi di Gerico”, quanti “ciechi per scelta”, vocazioni ridotte al margine della strada. Figli di qualcuno, ma restii nel ricordare la propria provenienza. Quanti figli che, come quello prodigo, si allontanano da casa; quanti padri e quante madri che aspettano, impazienti, di abbracciare le proprie creature!

Noi siamo a casa? Qual è la nostra casa?
Già solo in pochissime battute abbiamo potuto constatare quanto sia vero che il Vangelo è una Parola Viva e Vera, una Parola per oggi, una Parola per te, per me. La notte di Bartimeo - che possiamo immaginare giovane ragazzo, per sentirlo ancora più vicino a noi - è l’esempio plastico della notte di tanti di noi, di parecchi nostri amici.

Crediamo che Gesù Cristo è la vera Luce?
Bartimeo appare “mezzo morto” per la scelta di vita che fece; ma non dimentichiamo che...quel “mezzo vivo” che era rimasto in lui, trovò il coraggio e la forza, senza regole per gridare a Gesù che passava...

Si: iniziò a gridare… Potremmo, per un secondo, pensare al silenzio assordante dei giovani, che noi molto facilmente non riusciamo ad ascoltare. Bartimeo percepì la presenza buona del Maestro, lasciò che nella sua notte arrivasse il tocco di quel delicatissimo raggio di Luce. Iniziò a gridare e lo chiamò: Gesù Figlio di Davide.. 

Rompiamo il muro della notte, distruggiamo le pareti inutili che incatenano le nostre vite; gridiamo, come seppe fare Bartimeo.

Gridiamo la pretesa della Verità contro l’imposizione di ogni ingiustizia!
Tocca a noi non ad altri. Prima a noi! Gesù è un amico, Gesù se ne accorge di noi, non è una "serie di norme”, di orari, di impicci, di discorsi passati...

Gesù è un amico. Gesù c’è, e chi lo afferma non è pazzo: è innamorato!

È ora di gettare, come seppe fare Bartimeo, il mantello dove spesso riponiamo le nostre certezze ed alzare la testa verso il cielo; è tempo di smetterla di accontentarsi delle carezze, spesso ingannevoli, della terra che nulla (o poco) hanno di vero…

Chiama la Vita, chiedi la Vita, prendi la Vita: è il più grande dei doni che tu hai ricevuto!
Questo è il perenne appello di Dio. Bartimeo è uno dei tanti amici che ci hanno preceduto nella fatica del cammino della fede. E’ accaduto circa 2000 anni fa, ma come vediamo, l’uomo non è cambiato di parecchio!

Balziamo fuori dalla nostra cecità: Gesù ci da il potere di ri-vedere. Guardiamo con gli occhi dei bambini, sogniamo ad occhi aperti desiderando la vita: se anche solo sussurrassimo il desiderio di possederla pienamente, essa non mancherebbe di esaudirci!
La storia di Bartimeo è una grande provocazione per ogni cristiano, laico o sacerdote che sia, giovane o educatore, genitore o figlio...

Bartimeo ci interpella tutti perché dice l’essenza della vocazione dell’uomo: incontrare Cristo, chiamarlo e lasciarsi da Lui chiamare.
Gesù, anche io vorrei poter essere così autenticamente testimone da suscitare in chi mendica la felicità, la possibilità di poter ricominciare, di poter risorgere.

E’ una dura responsabilità, potrei incontrare dei “Bartimeo” e non essere per loro la Tua presenza.

Ti chiedo di darmi la grazia di poter anche io fare l’esperienza del cieco di Gerico: possa comprendere e amare dell’Amore più grande i miei fratelli e così, nella massima libertà ed umiltà, essere ovunque riflesso e testimone della Tua misericordiosa presenza.

                                                                                                                                                                                    Danilo Latella

Preghiera post - Communio Domenica 8 novembre 2015

Michele 3

Quanta Pace, Signore,

nel sapere che Tu Guardi la nostra vita….

Dio eternamente amante dell’uomo…

E’ bello sentire con quanto amore guardi e accompagni

le nostre inquietudini, le nostre speranze, le nostre attese.

Purifica, Signore, la mente, le mani e il cuore,

dal voler possedere la vita,

dalla tentazione della vanagloria, dell’individualismo.

Ti rendiamo grazie,

per la semplicità e l’essenzialità che ci doni e ci chiedi,

ogni volta che ti fai Pane per noi …

per la delicatezza con la quale abiti la nostra esistenza e la illumini.

Insegnaci a gettare via il mantello del lutto,

a profumare di Misericordia,

a porre in Te tutta la nostra fiducia,

perché tu possa mettere il Tuo Oro nelle nostre ferite…

saziare i nostri passi… alleggerire il cuore dai pesi della vita…

sciogliere i respiri pesanti…

Donaci occhi nuovi,

per essere capaci di vedere la Tua Misericordia

che rigenera la nostra vita..

e passi sicuri per testimoniarla ai fratelli.

Donaci, Signore,

la libertà degli uccelli del cielo,

la gratitudine dei fiori del campo,

donaci la Pace

e il resto sarà dato in più.

Amen

Michele D'Agostino

Preghiere per il dono delle Vocazioni

locandinaCari amici,

sappiamo bene quanto sia importante per la nostra Chiesa la preghiera per le vocazioni.

Nella pastorale vocazionale infatti, propria di ogni comunità ecclesiale, la preghiera per le vocazioni è di fondamentale importanza.

Il concilio Vaticano II ha ricordato il dovere di promuovere le vocazioni sacerdotali come a quelle laiche, l’interesse per le vocazioni spetta a tutta la Chiesa.  

Grazie al Centro Nazionale per le Vocazioni e al nostro piccolo contributo, abbiamo realizzato questo piccolo aiuto per la preghiera per le vocazioni (clicca qui per leggere/scaricare il libretto).

Un arricchimento alla nostra liturgia delle ore ed una guida particolare per quando vorremmo pregare il rosario con l’intenzione precisa per il dono delle vocazioni.

Dio esaudisce le nostre preghiere, il nostro porci in preghiera di fronte a Lui non potrà far altro che farci riscoprire quanto il nostro bene di creature sia l’entrare totalmente nella Sua volontà.

Quando preghiamo diciamo: «Padre nostro che sei nei cieli…» (Lc 11,1-2).

Il Padre non mancherà nell’esaudire i nostri desideri e nel continuare a suscitare nuove e sempre più sante vocazioni.

Buona preghiera e buona riscoperta della vostra personale ed insostituibile vocazione!