Pro-Vocazioni

PETITIO ANTONIO IELO

Petitio Antonio Ielo Giugno 2018 001Il 5 giugno u.s. la comunità del seminario ha vissuto l’ennesimo tempo di Grazia del Signore. Questo è stato la petitio, ovvero l’ammissione agli ordini sacri, del seminarista Antonio Ielo.

Ogni tappa, che conduce via via al sacerdozio di ognuno della comunità, è emblematica e significativa per ciascuno, perché nel procedere nel percorso di un fratello, oltre alla gioia che scaturisce dalla condivisione delle emozioni e dei sentimenti del compagno, ci si proietta nel momento il cui dato evento accadrà a sé.

Nel celebrare questo evento primi protagonisti insieme ad Antonio, oltre alla comunità del seminario non possono non essere i suoi familiari e la sua parrocchia, San Antonio di Padova.

In questi momenti è sempre commovente vedere le lacrime che solcano il viso, lacrime che racchiudono la storia di una vita trascorsa e che al contempo sono la linfa di un desiderio che si appresta a divenire realtà.

Ad maiora Antonio!

ORDINAZIONE DIACONALE JUAN MANUEL

Ordinazione Diaconale Juan Manuel Aprile 2018 085Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia”. Con le parole del salmo 117 l’intera comunità del seminario vuole elevare al Signore il suo inno di lode e di ringraziamento perché, ancora una volta, ha voluto donare alla sua Chiesa un nuovo diacono. (vedi/scarica foto)

Infatti, il 21 aprile 2018, circondato dall’affetto e dal calore della Comunità Parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria di Reggio Calabria, Don Juan Manuel Alejandro Cepeda Cardenas è diventato diacono. Don Juan Manuel, messicano di nascita, ha voluto, come Abramo, lasciare la sua terra per giungere nella nostra Città, alla scoperta del progetto di amore che Dio, da sempre, ha pensato per lui.

Quanto coraggio, quanta fede, quanto amore serve per affrontare una cosi grande avventura con la sola certezza che Dio è fedele al suo Amore e mai ti abbandona. A Reggio, Don Juan Manuel, ha trovato una Chiesa che lo ha accolto ed amato come una madre amorevole. Una Comunità, quella del seminario, che in questi anni lo ha fatto sentire in famiglia accompagnandolo nel percorso diOrdinazione Diaconale Juan Manuel Aprile 2018 087 discernimento.

Una Parrocchia in cui ha mosso i primi passi del ministero diaconale che lo preparerà al sacerdozio. Il parroco, le religiose, i giovani, le associazioni, i malati hanno permesso a Don Juan Manuel di sperimentare ogni giorno la bellezza di incontrare Gesù nel volto dei fratelli. Un popolo, quello di S. Caterina, che non ha esitato a dimostrare tutto il suo affetto preparando con premura ed amore questo giorno così importate per lui.

Una celebrazione che ha visto l’incontro di due culture quella messicana, con la gioia dei familiari venuti appositamente per stare vicino a Don Juan Manuel, è quella reggina. Incontro esploso in una grande varietà di colori, sguardi, abbracci e strette di mano ma soprattutto in una grande Grazie al Signore per il dono che ha voluto fare a tutti noi.

A Don Juan Manuel gli auguri e le preghiere di tutta la comunità del seminario e l’affidamento a Nostra Signore di Guadalupe affinché lo custodisca e protegga sempre.

ORDINAZIONE DIACONALE DANILO LATELLA

DSC02581Profumo di terra irrigata e rintocchi di campane a festa squarciano il cielo gravido di pioggia che lentamente lascia spazio alle timide stelle che si affacciano in silenzio nel freddo pomeriggio di lunedì 18 dicembre come a voler dare una tenera carezza al mondo.

Il suono penetra il silenzio e invita la comunità parrocchiale di Oliveto assieme alla comunità vicine e tutta la diocesi di Reggio Calabria – Bova a uscire di casa e alzare lo sguardo e il cuore verso l’alto in rendimento di grazie a Dio che nella Sua Fedeltà e Bontà ha voluto generare nella Chiesa un nuovo ministro: Danilo Diego Latella è stato consacrato diacono dal suo Vescovo, padre Giuseppe Fiorini Morosini.

Testimoni del Divino Amore che si rigenera “con gesti e con parole tra loro intimamente connessi” sono stati tutti coloro che hanno accompagnato, amato e sostenuto la storia di Danilo e il suo cammino di discernimento: famiglia, amici e le parrocchie nelle quali è stato rigenerato alla fede e dove ha mosso i suoi primi passi, imparando a scrivere la sua storia con Dio come una Musica che entra nel profondo del cuore e, accordando i vari “pezzi”, compone un canto di lode al suo Creatore.

Presente anche tutta la comunità del Seminario “Pio XI” dove don Danilo si è formato in questi anni, in modo particolare con il suo Rettore don Sasà Santoro, che lo ha “tenuto in braccio” come un padre accompagnandolo, tra le fatiche e le gioie, a diventare uomo e uomo di Dio. Il suono disteso delle campane ricorda che il tempo appartiene a Dio, e invita a lasciare tutto per rivolgere il proprio pensiero a Lui. L’intera celebrazione, infatti, ha accompagnato la mente, il cuore e lo spirito dei partecipanti fuori dal tempo, immergendoli nel mistero grande che conduce diritti nel cuore di Dio dove si innalza l’inno di grazie più profondo: “Dando alla Chiesa un diacono, io Vescovo, dico alla gente: “Dio non vi ha abbandonati!”

Caro Danilo, spinto dalla passione che ti chiama, abbi la consapevolezza di dire: Io sono il Volto dell’Emmanuele! Lì dove c’è un diacono che annunzia la Parola, preposto alla carità , accanto agli ammalati, lì in quel diacono c’è l’Emmanuele”. La missione ricevuta con l’ordinazione diaconale configura per sempre a Cristo Servo. Anche da presbitero, da vescovo, non si smette mai di essere configurati a Lui che lava i piedi e si mette accanto ad ogni uomo, partendo dagli ultimi.

“Oggi forse abbiamo capito un po di più cosa significhi il Natale”, ha continuato padre Giuseppe, perché è necessario farsi piccoli per incontrare Dio e poterlo accogliere con cuore libero e sguardi leggeri nella paglia e negli scarti della vita. Prostrando tutta la sua esistenza sulla nuda terra, Danilo, ha restituito all’Eterno Padre il passato, il presente e il futuro lasciando che le mani del Vescovo consacrassero la sua povertà ricreando un uomo nuovo perchè cammini in mezzo al Suo popolo, indicando ad ogni “Notte” che incontra il “Sole che Sorge” e ritorni in ogni cuore la luce e la Pace.

Michele D’Agostino

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ORDINAZIONE DIACONALE IVAN IACOPINO

Ordinazione Diaconale Ivan Iacopino 2Il 30 novembre scorso, nel giorno in cui la Chiesa celebra la festa liturgica di sant’Andrea apostolo, durante la celebrazione eucaristica, presieduta da S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, nella chiesa arcipretale Maria Santissima Immacolata di Melito Porto Salvo, la comunità del seminario, insieme a tutta la Chiesa diocesana, ha gioito per l’ordinazione diaconale di don Ivan Iacopino.


In seminario il tempo delle ordinazioni è da sempre vissuto con grande fermento, è il kairos: il momento in cui la fedeltà di Dio si fa presente nella fragilità della vita umana di chi ti è stato compagno di avventure, fratello nei momenti della prova e di chi ti sarà amico per la vita. Pertanto, la gioia mista ad emozione e paura dell’ordinando diventano gli stessi sentimenti di un’intera comunità.


Prima dell’omelia dell’arcivescovo, nel momento in cui il rituale prevede la presentazione del candidato scelto per l’ordine del diaconato, risuona nella chiesa un “Eccomi”: il Sì alla vita, alla vocazione, alla Chiesa, quello stesso Sì che ha ricapitolato la vita di Ivan in Cristo, che è “la vita della nostra vita, tutto ci viene per mezzo di lui, tutto si realizza con lui, tutto si consuma in lui.”(Dom Chautard, L’anima di ogni apostolato). E arriva così il momento della prostrazione, in cui tutta la sua esistenza scorre nelle trame della vita, i suoi occhi vedono il buio delle palpebre, ma il suo cuore vede la luce della risurrezione e comprende così che l’essenza dell’essere diacono è “non preferire nulla a Cristo”( Regola, 72, San Benedetto).
Il diacono così si conforma sempre più a Cristo servo, comprendendo che la sua vita acquisisce un senso reale solo nella misura dell’offerta: “non c’è amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici”(cfr. Gv 15,13-14).

Ed eccolo all’improvviso sotto le mani del vescovo, le mani della Chiesa che lo manda, che gli dà fiducia; le mani che gli tramandano lo Spirito Santo, le mani che lo consacrano e lo eleggono; le stesse mani in cui fra non molto tempo consegnerà la sua vita, la sua obbedienza, il suo agire; le mani di un padre che lo abbraccia e di una madre, la Chiesa, che con premurosa cura lo sostiene, protegge e soprattutto lo ama.

E’ giunto il momento in cui finalmente può indossare i paramenti diaconali, perché è ormai rivestito di Cristo e così il suo cuore batte per un incontro, uno sguardo e i suoi occhi fissano gli occhi di Colui che gli ha dato la vita, che gli ha donato la salvezza, che lo santificherà. La celebrazione giunge al suo epilogo: Ivan dice il suo grande grazie, riceve la benedizione e si consegna a Maria, guida e modello di ogni cristiano. “Penserò spesso allo sguardo del cuore della mia Mamma. Agire sotto il suo sguardo, studiare, mangiare, dormire sotto quello sguardo; soprattutto pregare sotto quello sguardo, e attraverso Maria davanti al Dio vivo, a Gesù vivo. Aver sete di Dio, sete attraverso Maria. Sarò capace di dare questa sete agli altri solo nella misura in cui l’avrò io stesso. Voglio amare appassionatamente la Madonna e attraverso lei Gesù, poi la Santissima Trinità”(Dom Chautard, L’anima di ogni apostolato).

INCONTRI DI SPIRITUALITÁ

 “Manda la tua luce e la tua verità
  siano esse a guidarmi
  e a portarmi al tuo monte santo e alla tua dimora”. (Salmo 42)

Imparare a… Cercare.Scuola di Preghiera 2017 002
Ogni ricerca inizia da una “Porta aperta” che ti accoglie.. Per questo la porte del nostro Seminario si sono aperte lo scorso 10 novembre per accogliere i tanti giovani e meno giovani che ci hanno raggiunti per condividere insieme un tempo di spiritualità e ricerca interiore. 

Passata la porta sulla quale uno sguardo nuovo e un sorriso amico ti accolgono , inizia il vero cammino provocato da un messaggio che invita a liberarti piano piano da tutte le rigidità che ti frenano e ti appesantiscono per “Entrare” così come sei, con una fede nuda e un’umanità aperta al mistero. Entrare è desiderare la méta perché aspettato da Qualcuno!

Un vero cammino di ricerca è fatto di molte ombre e di poche delicate luci… quelle sufficienti che ti permettono di accorgerti dei dettagli e delle sfumature, le piccole cose che indicano un orizzonte e lasciano il segno. Lungo il percorso di ricerca ci si riscopre abitati da una “Sete” interiore con la quale ognuno di noi è arrivato e dalla quale bisogna ripartire. E’ la sete di bellezza, dell’infinito bisogno di Dio che da sempre rende inquieto il nostro cuore.

E’ Lui la Sorgente che ci dona la Vita.. che crea percorsi, occasioni, che trasforma le nostre paure in strade, le ferite in feritoie. Sorgente che ci mostra il “Volto” luminoso e profondo del Signore Gesù, nell’intimità silenziosa e tenera del nostro cuore che si lascia sedurre e “innamorare”, custodendolo e arricchendolo con un profumo d’incenso che eleva a Dio i desideri e le fatiche che portiamo nel cuore. Una breve sosta per contemplare il Suo volto e riposarsi per poi riprendere il cammino incontro a quella Parola che ha provocato la nostra esistenza e ci ha fatti mettere in viaggio alla ricerca di quel Dio che ci ha promesso la “Gioia Piena”.

Con il Salmo 42, il Rettore, don Sasà Santoro, ci ha fatti entrare nelle profondità della nostra vita, lì dove la Parola può fecondare e germogliare. (Vedi il video)
Un viaggio nelle zone più nascoste e segrete del nostro essere che ci ha mostrato come la ricerca di Dio sta dentro ognuno di noi e che Dio sta proprio in quella sete. In quella aridità, se guardo bene, c’è una sorgente che non si ferma. Don Sasà ci ha fatto comprendere come è importante imparare a fare “Discernimento”… imparare quindi a scegliere io prima che la vita o il “fato” scelgano per me.

Dentro le nostre pene pulsa il desiderio che ci porta a guardare in alto a frequentare le zone alte della nostra vita, dove l’aria è pulita, dove una brezza leggera ti accompagna. Cercare è il verbo di chi sta per strada, che non smette di rimettersi in cammino dopo ogni sosta, perché solo camminando ci si può accorgere dei dettagli e delle sfumature della vita.
Il presente non piace alla cerva del Salmo 42 e piange, chiedendosi se ne valeva la pena..

“E tu? Chi hai cercato fino ad oggi? Questa la domanda che ci siamo sentiti rivolgere… “Fermati!” e scegli perché: “solo ciò che scelgo mi appartiene, solo se lo scelgo mi cambierà, proprio perché lo scelgo mi obbliga”. “Cercando Te ho ritrovato me!” Ricerca che nasce solo se saremo capaci di tornare ad innamorarci di questa realtà, l’unica che abbiamo.

Se sceglieremo dei compagni di viaggio che non legano dei lacci ma mettono le ali, se avremo il coraggio di scegliere una direzione, un orientamento verso quel sole che sorge e già si intravede in quell’Aurora che non si stanca mai di affacciarsi nella nostra esistenza. Questo, e tanto altro, quello che abbiamo vissuto e condiviso, nella semplicità umile e innamorata di chi davvero ha percepito lo sguardo di Dio nella propria vita e cerca il coraggio per farne un capolavoro.

Nel prossimo incontro saremo accompagnati dal verbo “Amare” perché il nostro cuore torni a pulsare la vita, perché la nostra esistenza sia un canto d’Amore che abbraccia l’universo intero portando il profumo di Dio nella storia di ogni fratello che incontriamo desiderando di spendere l’intera vita per Lui: “Mio Signore e mio Dio… mio Tutto!”

Ti aspettiamo Venerdì 15 dicembre per Imparare ad… Amare!

(Clicca qui per le risposte alle domande che sono state raccolte durante l'incontro)

                                                              Michele D’Agostino