Scuola di Preghiera

01 Scuola di Preghiera ottobre 2013Scuola di preghiera al via.

E’ ripartito anche quest’anno il tradizionale appuntamento della Scuola di Preghiera che il nostro Seminario Arcivescovile Pio XI propone ormai da diversi anni a tutti i giovani e meno giovani della Diocesi. Dopo aver meditato e pregato negli ultimi due anni sul vero tesoro da ricercare per la nostra vita e sul senso della gratuità declinata con la grazia e la gratitudine, quest’anno il nostro cammino di ricerca verso una piena e matura consapevolezza dell’incontro con la Verità che ci rende liberi e veri uomini sarà orientato dal versetto del Vangelo di Giovanni: "Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi"(Gv 8,32). Anche quest’anno ci accompagnerà la figura di un santo che ha cercato di incarnare e di vivere in pienezza la propria chiamata alla felicità attraverso il servizio alla Parola; dopo i Beati Giovanni Paolo II e Teresa di Calcutta sarà la volta di San Francesco d’Assisi, e in questo percorso saremo aiutati dai nostri fratelli francescani dell’ordine dei Frati Minori, che in ogni incontro ci presenteranno un particolare aspetto della vita evangelica di Francesco d’Assisi. Insieme ai Frati anche quest’anno continua la stretta collaborazione con le associazioni giovanili dell’Azione Cattolica, della GiFra e dell’Agesci, espressione di comunione ecclesiale vissuta nella gioia e nella condivisione.
E così venerdì 18 ottobre, dopo la pausa estiva, il seminario si è nuovamente ripopolato di circa duecento giovani desiderosi di “stare” con Gesù: era palese nei loro occhi e nel loro volto la gioia del “ritorno” al “Pio XI” per incontrare il Signore accompagnati dalla meditazione di don Sasà, dal ministero dei diversi sacerdoti disponibili per le confessioni e, forse soprattutto, dell’amicizia dei seminaristi; come era altrettanto visibile in questi ultimi l’emozione e la gioia di spalancare nuovamente le porte della loro “casa” a quanti vogliono vivere un tempo “particolare” e prolungato di preghiera, e offrire la loro testimonianza su come l’incontro con Gesù di Nazareth possa “cambiare” la vita, renderla più bella, più vera e più piena.
In questa prima Scuola di Preghiera il leit motiv è stato: il passaggio dalla schiavitù alla libertà può avvenire solo se la nostra vita è innestata in Gesù ed in Lui trova la vera gioia. Un “passaggio”, questo dalla schiavitù alla libertà, che richiede il coraggio di riconoscere e di far luce sulle nostre schiavitù, su quelle catene che ancora, in qualche modo, impediscono di vivere in maniera libera e vera la relazione filiale con un Dio, quello di Gesù Cristo, che è Padre: si è liberi quando si vive da figli. Un altro aspetto sul quale ci si è soffermati è stato quello della necessità di individuare quegli idoli che prospettandoci una felicità facile ci illudono e ci ingannano, rendendoci così loro schiavi. Quali sono dunque, ha insistito don Sasà, i miei idoli? Solo guardandoli in faccia, smascherandoli, infatti, si possono “scansare” e rifiutare, imparando ad amare il vero Dio. Gli idoli come dice il Salmo, hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno narici e non odorano. Hanno mani e non palpano, hanno piedi e non camminano (Sal 115), cioè non sono capaci di entrare in relazione e quindi di amare. Per la preghiera personale poi don Sasà ha lasciato, sinteticamente, quattro sollecitazioni: a) lasciati amare b) lasciati fare c) riconosci le tue schiavitù d) desidera di essere libero e quindi di vivere da figlio. Solo chi ama, ha concluso, è libero e libera.
Dopo la lectio e il tempo della preghiera davanti a Gesù Eucarestia e la possibilità della riconciliazione sacramentale, non poteva mancare quello che ormai è diventato un classico della Scuola di Preghiera: il panino “gommoso” con il prosciutto. Prossimo appuntamento venerdì 15 novembre a partire dalle ore 19.30, speriamo con tanti nuovi amici che insieme ai seminaristi e ad altri giovani vogliono lasciarsi amare da Gesù in luogo, il Seminario, che per sua vocazione e missione vuol essere per tutta la Diocesi possibilità di “cenacolo” di preghiera, luogo e “tempo” di “ristoro” con Gesù nell’amicizia fraterna per vivere a pieno nella verità la bellezza della vita e della vocazione cristiana. A tra qualche giorno allora (vedi foto - video)!
Francesco Velonà e Francesco Marrapodi