Secondo incontro - 11 novembre 2011

 

Video-sintesi della meditazione

 

Icona Biblica: Giacomo e Giovanni
Parola/Tema: Servizio

Dal Vangelo secondo Marco (9,33-37. 10,35-45)
Giunsero intanto a Cafarnao. E quando fu in casa, chiese loro: "Di che cosa stavate discutendo lungo la via?". Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: "Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti". E, preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: "Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato".[…] E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: "Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo". Egli disse loro: "Cosa volete che io faccia per voi?". Gli risposero: "Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra". Gesù disse loro: "Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?". Gli risposero: "Lo possiamo". E Gesù disse: "Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato". All'udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: "Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti".


 

Per aiutarti a riflettere…


Gesù parla di servizio; i figli di Zebedeo (ma…anche gli altri agitatissimi discepoli..!!) sognano (anzi…pretendono) il successo: è la “sindrome da primo della classe”, che…distrugge rapporti, banalizza amicizie, svilisce ogni espressione di generosità..: tu che ne pensi?
Ti è mai capitato di … essere colpito da questa “sindrome”?
Riesci a coglierne i pericoli, soprattutto quando essa dovesse manifestarsi  in contesti particolari (pensa ad un gruppo di amici veri, o al tuo “gruppo di servizio”, o la tua associazione, la tua parrocchia..)? Esiste un antidoto per difendersi da questa “sindrome”?
 
“Chi è il più grande..?”: una questione antica che…oscilla (quasi sempre) tra il mito del “superuomo” e quello di “Narciso”…! Nota bene: Gesù reagisce a questa “domanda inespressa” dei discepoli (con tutti i suoi evidenti risvolti negativi!), non con una predica, ma.. con un “semplice” gesto (prende un bambino, lo pone al centro e poi lo abbraccia)..?  Perché “risponde” così? Gia che ci sei…: fa’ molta attenzione alla sequenza dei “verbi” con cui Marco descrive questo gesto di Gesù: ti sembra una sequenza casuale (o, al più, … semplicemente “emozionale”)?
 
“Il Signore ha rovesciato i potenti dai troni ed ha innalzato gli umili” (Lc 1,52): questa frase la trovi sulle labbra di Maria, nella preghiera del Magnificat. Immagina di poterla condividere con i tuoi amici, o con i tuoi colleghi di lavoro, o con i tuoi “ragazzi” (se sei un educatore) o figli (se sei un genitore); oppure… con chi ha responsabilità pubbliche (di varia natura), o con chi non professa la tua fede: come ti comporteresti: a) la annuncieresti senzaltro e con gioia, evidenziando – in essa – un autentico percorso di pienezza di vita e di felicità realizzata, perlomeno per te; b) ti limiteresti a “citarla”, precisando, però che…suvvia: la Bibbia va sempre interpretata e… non va mai presa alla lettera!; c) la riferiresti, ma… SOLO trovandoti in un contesto “di pari” (cioè dove sai bene che…non perderesti più di tanto la faccia!), magari…sorridendo un po’ sulla “santa ingenuità” di Gesù..(insomma: bella, si, ma…roba di altri tempi!); d) prenderesti il “bianchetto” e – in tutta sincerità - la cancelleresti proprio dalla Bibbia (per la serie…: “ Gesù, aggiornati!: chi vuoi che creda più a baggianate del genere, oggi in cui…l’uomo - che deve essere forte se vuol essere vero, altro che…umile! -  è…”quello che non deve chiedere mai” e che …”vince se convince” ..)
 
“Il potere logora chi non ce l’ha”…! Ma… stasera Gesù…ci ha messo tutti ko con quel "Chi vuol essere il primo, sia il servo di tutti".
Ti sembra possibile che possano coesistere “potere” e “esperienza di chiesa”?
Qualcuno (d. Tonino Bello) ha detto che.. una "chiesa del grembiule" – dove non ci sia spazio per “smanie” di potere, ma si gareggi nel volersi bene - è una chiesa davvero affascinante ed interessante, perché… lì è più facile (ed anche più bello!) sentirsi “a casa” e “di casa”; lì – nella “chiesa del grembiule” – non conta se…il posto che occupiamo sia il primo o l’ultimo..: conta quanto siamo disposti a regalare pezzetti di cuore (gratis!), fino a…sentire il “brivido” di chi – per amore - sa regalare perfino la propria vita!
Eh si: non basta "attrezzarsi" per fare servizio  (magari in parrocchia o in associazione!): bisogna scegliere di essere in stato (permanente!) di servizio se si vuol essere davvero felici, e…senza pretendere troppi feedback gratificanti! ".. Quando l'Amore vi chiama, seguitelo, anche se le sue vie sono ripide e dure.. " (K. Gibran).
O no?

Dammi, Signore, un’ala di riserva
 
Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche Tu abbia un’ala soltanto. L’altra la tieni nascosta: forse per farmi capire che Tu non vuoi volare senza di me. Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami, allora, a librarmi con Te. Perché vivere non è “trascinare la vita”, non è “strappare la vita”, non è “rosicchiare la vita”. Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l’avventura della libertà. Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te.
Ti chiedo, per questo, perdono, per ogni peccato contro la vita. Anzitutto, per le vite uccise prima ancora che nascessero.
Sono ali spezzate. Sono voli che avevi progettato di fare e ti sono stati impediti.
Viaggi annullati per sempre. Sogni stroncati sull’alba.
Ma non basta saper volare con Te, Signore: Tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello, e aiutarlo, così, a volare! Ti chiedo, allora, perdono, Signore, anche per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi. Per i voli che non ho saputo incoraggiare. Per l’indifferenza con cui ho lasciato razzolare nel cortile, con l’ala penzolante, il fratello infelice che avevi destinato a navigare nel cielo…
E Tu l’hai atteso invano, per crociere che non si faranno più!
 Aiutami a dire che… “Antipasqua” è lasciare il prossimo nel vestibolo malinconico della vita, dove “si tira a campare”, dove si vegeta soltanto. “Antipasqua”  è passare indifferenti vicino al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine, e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te!
Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un’ala di riserva!
d. Tonino Bello