Primo incontro - 14 ottobre 2011

 

Video-sintesi della meditazione

 

Icona Biblica: Cieco di Gerico

Parola/Tema: Coraggio


Dal Vangelo secondo Marco
(10, 46-52)

E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva sul ciglio della strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

 

 

Ascolta il tuo cuore...

Mi sorprende la forza di quell’uomo… mi attrae quella voce si-cura… mi convince quello sguardo di fede… “Non abbiate paura”: coraggio! Fino a quando, mio cuore, vorrai rimanere in catene che tu stesso ti sei costruito? Fino a quando continuerai a rivoltarti nel bu-io di falsi pensieri? Ecco, come anima vacillante, non ancora pianta-ta sulla Verità, ti lasci trasportare dalle chiacchiere che fanno opi-nione, girare e rigirare dal vento di infondate certezze… E guardi con grande scetticismo un futuro che sembra svanire e un presente in cui non ti orienti… Cos’è stato dei sogni? Dove cerchi il tuo Bene, mentre accetti il compromesso dell’utile, e ciò che conviene prende il posto di ciò che vale davvero? Sei proprio sicuro che sia “quieto” questo “vivere” che ti induce a nasconderti per non metterti in gioco, perché giocando si può anche perdere e perdendo rimanere feriti? Non è forse una feri-ta più grande rinchiudersi dentro un “sepolcro imbiancato”, svuota-to di memorie e di attese e ricoperto da mediocri bisogni? Non di-stinguo le ombre dal vero… tutto sembra ciò che non è… Scendi, mio cuore, dalle altezze che ti sei immaginato, dall’orgoglio che nasconde il tuo volto, dal superbo pensiero che ti induce a fidarti solo di te! “Apri, anzi, spalanca le porte a Cristo!”: lasciati inebriare dalla Sua Presenza…. E’ Lui che ti chiama per farti tornare là dove è la tua vera di-mora: il cuore di Dio! Un cuore che non ha limiti di spazio, che non presenta steccati da scavalcare, che non costringe chi vi abita ad occupare posti non desiderati. Il cuore di Dio… … luogo della Libertà Assoluta, sciolta da qualunque legame e per questo desiderosa di legarsi, … luogo della Verità Rivelata, manife-stata all’uomo e ogni volta nuovamente cercata, … luogo della Fra-tellanza Naturale, in cui ci si riconosce figli: qui ogni creatura si sente a proprio agio, è se stessa senza finzioni, è in comunione con chi l’ha generata, unico specchio in cui vede riflesso nient’altro che la propria felicità! Profondo abisso è l’uomo ed è impossibile svelarne il mistero… ma ogni uomo cerca la gioia, quella gioia che profuma d’eterno. Libera, mio cuore, il desiderio d’eterno e troverai il tuo tesoro!