L’attesa di un grande Dono

Veni Creator Spiritus, mentes tuorum visita…”. Con queste parole, per nove giorni consecutivi, la Comunità del Seminario Pio XI ha invocato lo Spirito Santo su tre dei suoi figli che da lì a poco avrebbero ricevuto l’ordine del diaconato: Francesco Siclari della Parrocchia di San Sebastiano al Crocefisso in Reggio Calabria, François D’Assise Raheliranto e Pierre Aimè Malaza, della diocesi di Ambatondrazaka del Madagascar. Un sogno che si è realizzato nella nostra cattedrale, sabato 12 Novembre 2011 alle ore 17, e che ha cambiato per sempre la vita di questi tre nostri fratelli. Nove giorni intensi di preghiera, di attesa e speranza, dunque, che preannunziavano un grande dono.

 

Quando si attende un grande evento – si sa – soprattutto gli ultimi giorni sono caratterizzati da un impegnativo lavoro e da un grande entusiasmo e si cerca di operarsi insieme affinché tutto vada nel miglior modo possibile: così è stato anche per noi comunità del Pio XI che da giorno 3 abbiamo elevato al Signore un incessante preghiera per i nostri fratelli, affinché svolgessero con entusiasmo il loro servizio, non solo per la Chiesa Diocesana che è in Reggio-Bova, ma anche, in un modo del tutto particolare, per noi famiglia del Seminario, Piccola-Grande Chiesa domestica in cammino di formazione verso il Presbiterato che insieme a loro abbiamo condiviso una parte importante del nostro itinerario formativo e la gioia e la trepidazione dell’attesa di questo dono. Per loro e con loro abbiamo pregato e chiesto al Signore il dono della carità, la docilità nel loro servizio, secondo le parole della Lumen Gentium che al numero 19 dice: “Essendo dedicati agli uffici di carità e di assistenza, i Diaconi si ricordino del monito di san Policarpo:«Misericordiosi, attivi, camminanti nella verità del Signore, il quale si è fatto servo di tutti». La preghiera che ha caratterizzato quasi come una novena tutti i giorni precedenti all’ordinazione è continuata anche quando Francesco, Pierre e François, accompagnati dal Padre Spirituale, hanno lasciato “fisicamente” il seminario per raggiungere la Fraternità Maria Immacolata di Bagnara dove hanno trascorso tre giorni d’intenso ritiro. Durante la loro assenza, infatti, la preghiera ci rendeva vicini, e attendevamo il loro ritorno per avere la comunità al completo e prepararci con gioia insieme a questo grande evento.

Al loro ritorno un momento molto significativo è stato il solenne giuramento prestato dai futuri diaconi nella cappella della Madre del Fiat, cuore del nostro seminario, dinnanzi all’icona della Madonna a noi tanto cara. Durante la celebrazione del Vespro presieduto dal Rettore, infatti, Francesco, Pierre e François alla presenza delle loro famiglie, dei loro parroci, e del vice cancelliere hanno rinnovato la professione di fede e promesso filiale rispetto alla Chiesa, in una vita vissuta nel celibato e nella povertà. Anche per noi questo è stato un momento solenne, non solo dal punto di vista liturgico, ma soprattutto da quello spirituale, perché nel nostro cuore, insieme a loro abbiamo rinnovato il nostro Sì al Signore.

Ma il cammino di preparazione al diaconato è stato caratterizzato da un altro momento molto forte e importante: la Scuola di Preghiera di venerdì 11 che dopo la catechesi del rettore sul Servizio – sul brano di Mc 10, 35-45, dove Gesù ai discepoli che si chiedevano chi doveva essere il più grande tra di loro rispondeva “chi vuole diventare schiavo tra voi sarà vostro servitore” – ha visto una piccola testimonianza di vita dei futuri diaconi, i quali hanno raccontato la storia della loro Vocazione, da quando il Signore li ha chiamati per sempre alla sua sequela ad ora.

La nostra preghiera si è conclusa con la celebrazione dell’ora sesta presieduta dal padre spirituale, in cui abbiamo chiesto l’intercessione per i nostri fratelli cantando le litanie dei santi. Alle 16 poi ci siamo avviati insieme verso la cattedrale, dove alle 17 è iniziata la celebrazione con il rito d’ordinazione e l’imposizione delle mani da parte del nostro arcivescovo, e tra preghiera, gioia ed emozione il dono tanto atteso è arrivato.

Auguriamo ai nostri amici e fratelli, che vivano il loro servizio sempre più conforme alla diaconia di Cristo, specialmente dell’offerta di se per amore. sempre pronti, a servire la Chiesa con amore, generosità e umiltà.

Giuseppe Papalia e Francesco Marrapodi

Articolo per l’Avvenire di Calabria

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