QUALSIASI COSA VI DICA, FATELA

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Gratitudine profonda, commozione sincera, fraternità amorevole: sono i sentimenti che hanno mosso il cuore di formatori e seminaristi nel preparare e celebrare l’evento della festa degli ex-alunni del nostro Seminario Arcivescovile. Momento alto e occasione di grazia, il portone centrale si è aperto al mattino sul piazzale antistante per accogliere i numerosi sacerdoti che hanno vissuto la loro formazione sacerdotale sotto lo sguardo materno di Maria, Madre del Fiat, patrona e madre del Seminario. Con loro sono stati accolti anche i tanti formatori che si sono succeduti in questi anni nell’accompagnamento attento e premuroso delle vocazioni sacerdotali. La giornata è stata articolata in tre grandi momenti:

Il primo, che possiamo denominare “La formazione ieri e oggi: gli occhi dei figli rivolti alla Madre”.

Seminaristi e formatori, di oggi e di allora, hanno vissuto un momento di confronto e condivisione, riportando alla memoria i tanti e bei ricordi che riaffioravano nel loro cuore, testimoniando la bellezza di aver consegnato la propria vita nelle mani di Dio e della Chiesa, sentendosi accompagnati nel lungo e difficile, ma anche bello ed emozionante, cammino del discernimento vocazionale. In modo particolare è stato sottolineato con forza lo stretto legame con Maria, Madre del Fiat, e la sua importanza all’interno del percorso vocazionale di ciascuno: Maria è il modello perfetto del discepolo che guarda a lei con occhi carichi di affetto e di speranza.

Il secondo momento, che possiamo intitolare “Con Maria ai piedi della Croce di Cristo”.ExAlunni02

Il momento più alto, la Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Santo Marcianò, Ordinario Militare per l’Italia, già rettore del Seminario Arcivescovile “Pio XI” di Reggio Calabria dal 1996 al 2006. Durante il suo ministero di Rettore è avvenuta l’Incoronazione dell’icona di Maria, Madre del Fiat, venerata nel suddetto seminario. «“È bello stare insieme come fratelli”, ci dice la Scrittura, e si è fratelli perché si ha una Madre, si ha un Padre: il Signore che ci convoca e lo sguardo di Maria che ci ha commosso tutti, ex alunni e non» sono le parole che il Rettore, Mons. Salvatore Santoro, ha rivolto come saluto all’inizio della celebrazione, ricordando la gratitudine a Dio e a S.E. Mons. Vittorio Luigi Mondello, Arcivescovo emerito, per aver avuto il coraggio di riaprire il Seminario e a S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Arcivescovo di Reggio Calabria, per la cura e l’attenzione che oggi nutre per questo luogo di formazione. Il Rettore ha infine ringraziato Mons. Marcianò per la sua disponibilità a presiedere la solenne concelebrazione.

Lo stesso Mons. Marcianò ha poi offerto a tutti, durante l’omelia, una riflessione su Giovanni 19, 25-27 in cui si contempla Gesù Crocifisso e ai suoi piedi Maria e Giovanni:

«Il grazie più grande oggi voglio dirlo a Maria e, con Lei, al Padre. Contemplando questa sua icona rivivo nel cuore quanto accaduto vent’anni fa in questo luogo, e quanto accaduto 2000 anni fa nella storia umana. Grazie a Te, Madre, per il tuo “Fiat”, in cui ogni fiat si rispecchia e dal quale trae forza. Il “Fiat” di Maria è un fiat di obbedienza ma anche di desiderio, i cui frutti sono destinati al futuro. Sotto la Croce il Fiat si rinnova».

Al termine della Celebrazione formatori e seminaristi, di oggi e di allora, hanno intonato, all’unisono di voce e cuore, l’inno a Maria, Madre del Fiat, guardandola negli occhi e affidando a Lei ogni desiderio e ogni paura.

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Il terzo momento, “Ecco quanto è buono e soave che i fratelli vivano insieme” (Salmo 133) .

Tutti insieme abbiamo condiviso un momento di festa durante il pranzo, all’insegna della convivialità e della gioia semplice che scaturiscono dal cuore di chi si apre alla fraternità e condivide con gli altri un pezzo della propria storia. Al termine di un giorno così non si può che dire: Grazie Signore! Grazie per il dono di tua Madre, grazie per il dono della fraternità sacerdotale, per il dono della Chiesa.

 

“In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate.”

(Paradiso, Canto XXXIII)