In-Formazione

“Alba Nuova”: una luce per tutti noi!

serata vedove 2015Come ogni anno prima delle feste natalizie il Seminario vive un momento di comunione con il movimento “Alba Nuova”, gruppo di vedove della nostra diocesi.

Nella Sacra Scrittura le vedove, insieme agli orfani, sono investite di una predilezione da parte di Dio.

Nel mondo contemporaneo, dominato da strumentalizzazioni di tipo sessista, lo stato di vedovanza è spesso equiparato ad una condizione sociale inferiore, implicante emarginazione ed esclusione. Nella Chiesa, invece, sono chiamate ad occuparsi con maggiore attenzione delle cose di Dio e consequenzialmente di coloro che si occupano delle cose di Dio, ovvero sacerdoti e seminaristi.

Le vedove della nostra diocesi hanno sempre garantito il loro sostegno spirituale (con la condivisione dell’Eucaristia e la perseveranza della preghiera) e affettivo (con momenti di agape fraterna). Esse sono segno tangibile dell’amore materno e universale della Chiesa, di cui noi seminaristi siamo chiamati a nutrirci per essere autentici testimoni di Cristo.

Pio XII, in un discorso rivolto alle vedove, vede lo stato di vedovanza come la condizione propria della Chiesa nel tempo del “già e non ancora”: «La vedovanza raffigura la vita presente della Chiesa militante, privata della visione dello Sposo celeste, al quale tuttavia resta indefettibilmente unita, avanzando verso di Lui nella fede e nella speranza, vivendo di quell’amore che la sostiene in tutte le prove, attendendo impazientemente l’adempimento definitivo delle promesse iniziali».

Per noi questo incontro diventa momento importante nel cammino di formazione. Vediamo come il Signore davvero si china sulle sofferenze dell’umanità, le colma della sua presenza. Ma scopriamo grazie al loro esempio anche la fiducia nel Signore, quell’atteggiamento di affidamento della propria vita che ci educa a non possederla, a non gestirla secondo i nostri schemi.

Le vedove ci mostrano lo sguardo tenero di Maria che da sotto la croce, nella sofferenza, guarda a l’umanità per indicargli la promessa della Risurrezione!

                                                                                                                                                                                            Domenico Foti

SERATA DI SPIRITUALITA' 27 NOVEMBRE 2015

Serata Spiritualita 27 11 2015 010AMARE L’AMORE? … DIO E’ LI DOVE AMI...
Sei prezioso ai miei occhi, il più grande spettacolo, sei tu!

Lo scorso 27 Novembre, la comunità del seminario si è ancora una volta messa a lavoro per accogliere e condividere con i giovani della nostra Chiesa diocesana, una nuova esperienza di preghiera e “sosta spirituale” (vedi foto).

Luci spente, qui e lì qualche candela, quasi a voler abbracciare con quella delicata fiamma il cuore sensibile di ognuno. Non sono effetti speciali, non sono parole poetiche, quando si parla di amore tutto cambia, di fronte all’amore si trattiene il fiato, tutto può aspettare, quando c’è l’amore è tutto più bello, unico, speciale, anche quella fiamma traballante diventa una porta spalancata sui sogni.

Il tema che il Rettore insieme all’equipe formativa, ha scelto per questo anno di cammino e formazione per il seminario è proprio questo: “la Sua misericordia è per sempre: custoditi nell’amore più grande”. L’amore più grande ci interroga, Dio ci interroga.Serata Spiritualita 27 11 2015 011

In questa esperienza della Serata di Spiritualità siamo stati aiutati da don Luca Ramello, assistente della Pastorale Giovanile dell’Arcidiocesi di Torino, città che ha il grande dono di poter custodire la Sacra Sindone, che nel mese di giugno alcuni di noi seminaristi hanno avuto la possibilità di contemplare, in occasione di una GMG dei giovani proprio in occasione dell’ostensione, con la presenza speciale di Papa Francesco.

Nella Sindone è impresso l’amore che dona la vita.

Don Luca ci ha regalato non pochi spunti di riflessione che in poche righe cercherò di condividere con voi e soprattutto per voi, oltre che ancora una volta per me.
Passionalità, passione, dono agli altri, questo è l’amore più grande che diventa realtà.

Come ci ricorda spesso don Sasà: l’amore per essere percepibile deve entrare nella storia; in fondo è questo il desiderio che “dietro le quinte” muove tutta la proposta vocazionale del seminario. Far si che l’amore diventi Storia.

L’amore più grande va raccontato va visto, il mondo ha bisogno dell’amore, Dio non lo ha pensato per mandarlo nello spazio, l’amore è “cosa di uomo”, storia di oggi che non ha bisogno di libri, il libro dell’amore è il cuore! 

Ogni storia “scrive” e lascia si suoi segni in questo libro …

L’amore più grande, non è un’illusione, se tu sei qui è perché l’amore si è fatto storia, fino a te, fino ad oggi. Ma proprio oggi purtroppo i giovani, tanti miei coetanei, senza volerlo realmente, spesso sono letteralmente “incarcerati” dalle situazioni perverse della società di oggi, condotti a pensare che godere e prendere il posto all’impegno serio dell’amore sia un guadagno: “tanto non esiste l’amore, parlano di amore ma non è vero, è roba da bambini, è una fiaba. c’era una volta, oggi non più”!


Termina il desiderio di cose grandi, come direbbero alcuni psicologi: siamo nel tempo in cui c’è la morte dei desideri.
Come ricordava don Luca, c’è chi sceglie di togliersi dall’amore più grande come chi viene tolto dall’amore più grande …


Qual è la nostra scelta?

Vai a credere all’amore più grande quando muore un giovane....Con quale coraggio celebrare l’amore?!!

Che cos’è, chi è l’amore più grande di fronte ad un amico che muore in un incidente stradale?

L’amore più grande è chi ama e chi per amore muore, ma l’amore non muore, non sbagliamo se siamo convinti che Gesù è il modello perfetto dell’amore più grande.
Non è un “adattamento”, un buon collegamento, questa è verità.

Dio EROS, come ci ricordò don Luca riportando il pensiero sapientissimo di papa Benedetto, EROS: amore appassionato, bisognoso del contatto con l’uomo, un Dio che cerca l’uomo, cosi vicino da farsi vedere, cullare, lo contempleremo tra non molto nella mangiatoia. Dio viene in un corpo, Dio viene in mezzo a noi, Dio prende e svela in Gesù Bambino, Crocifisso e Risorto tutti “amori” della storia. Tutti!!

Serata Spiritualita 27 11 2015 016L’amore più grande parte dall’amore/situazione più piccola, nascosto, presente per capirci, come spesso fanno le nostre mamme, come fa chi ama veramente …!
NO, non possiamo stare fermi, rinunciare a noi stessi, appartare la possibilità di vivere dell’amore grande. Stop alla mediocrità, domandiamoci perché i giovani che dovrebbero ribollire di entusiasmo oggi sono tiepidi, perché??

Domandatevelo anche (soprattutto) voi adulti: perché ci sono giovani abbandonati, disinnamorati?
Cosa vedono attorno a loro?!!

Aiutiamo l’amore a trovare posto, a farsi grande lì dove l’uomo diventa sempre più piccolo, abbandonato. Trasformiamo quindi l’amore che è nascosto in noi in amore grande, più grande ancora …ci siamo? Ci sono?!!

Dentro di te è scritto il desiderio dell’amore più grande, desiderio di essere riamato da qualcuno, di poter riamare liberamente.

Qual è l’amore più grande? Soldi, divertimento, sesso, successo, droga, alcool…

Come voglio amare? Io per chi voglio morire amando? Chi devo amare? Quando?

Possiamo dirci a questo punto: Signore cosa vuoi da me?? Ci direbbe: “Sei pronto ad amare fino ad amare come io ho amato???” Dio è dove ami.

Cari amici, ci lasciamo con queste domande, hanno bisogno di una risposta, oggi!!!

Il seminario all’interno della vita diocesana, attraverso queste proposte così serie e oggi anche pungenti, essenzialmente desidera trasmettere proprio questo, riflessioni sull’amore, suscitare risposte all’amore, è la vocazione dell’uomo, ogni uomo che deve poter godere e gioire dell’Amore più grande.

Vi aspettiamo alla prossima serata di spiritualità per camminare insieme con l’Amore più grande che ci invita ad avere un “cuore capace alla Sua grandezza”.

 

                                                                                                                                                                                       Danilo Diego Latella

II DOMENICA DI AVVENTO 2015

Avvento 2015 seconda domenicaIL DESERTO come richiamo vincente di Dio.

Mentre il mondo con i suoi urli spaventa, mentre i peccati del cuore umano urlano dentro di noi e le emozioni dentro di noi ci fanno guerra, la cosa più umana da fare sarebbe quella di scappare e di rifugiarsi: Dio invece ci viene incontro anche oggi, in questo tempo di avvento, di preparazione, e ci ricorda che è Lui ad urlare più forte, è Lui ad avere la voce più forte, e lo fa nel silenzio del deserto.

Il grido di Dio è più forte di quello dell’uomo: quando il padre alza la voce in famiglia, il figlio smette di urlare, perché capisce che è suo padre, ad avere più autorità di lui, e se grida, lo fa perché gli vuole bene, perché vuole correggerlo.

Ed ecco che allora Dio urla, e lo fa con la voce di tutti quelli che hanno il coraggio di mettersi in preghiera: la preghiera, l’incontro con Lui, nel deserto, la camera in cui bisogna entrare, chiudere la porta e pregare il Padre, nel segreto, per stare un po’ con Lui, dove Lui solo vede, nel silenzio.

La preghiera, nel deserto, luogo in cui fiorisce il dialogo fra l’uomo e Dio: lì la mente trova la forza di cacciare via tutte le angosciose paure, tutto ciò che turba, tutte le voci esterne e interne che entrano nel cuore e lo riempiono.
Il silenzio, il deserto, la forza dell’uomo: è lì che il vero Dominatore di questo mondo parla e tutte le altre voci tacciono, e non hanno neanche la forza di entrare, nei cuori di coloro in cui Dio dimora, perchè si spaventano solo ad avvicinarsi: lì, in questi cuori, Dio regna, Dio trionfa.

Da quella postazione, e da quella soltanto, l’uomo trova la forza per gridare agli altri: “Coraggio! Non c’è tempo per farvi sottomettere da povere voci umane, nè da Tiberio, né da tutto ciò che tenta di spaventarvi e non è altro che soffio, un nulla che svanisce: non esiste voce, esterna o interna che sia, che gridi dentro o fuori di voi e vi possa bloccare e impedire di migliorarvi, di convertirvi: Dio ha il controllo su tutto, Dio schiaccia pure le montagne, è Lui che sottomette ogni cosa: Lui comanda”.

“Coraggio, sono io, Dio, che ti viene a gridare attraverso i miei figli; sono io in persona che giro il mondo attraverso di loro per gridarti nel cuore la speranza, di cui forse hai dimenticato l’esistenza. Sono io in persona che ti dico: tu, figlio fragile, che ti spaventi della debolezza del tuo cuore e delle insidie del mondo, non temere, non devi temere! Perché anche per te ho scelto il Battista per gridarti, per venirti incontro, per svegliarti e ricordarti che il Signore della storia e del tuo cuore sono io, io solo, ed io soltanto.
Tu fidati, convertiti, affronta anche quelle cose che ritieni più impossibili da superare, affrontale insieme a me: io sarò capace di trasformarle, di cambiarle, di farti superare tutto.
Tu raddrizza le tue strade, poi ci penso io a riempire i tuoi burroni: fai la tua parte, poi Dio lo farò io, tu non ti preoccupare di come lo farò: Dio sono io, non tu”.

C’è un Dio che ti sogna diverso, più bello di quello che sei ora, si preoccupa di gridartelo attraverso i suoi profeti: “Presto! Affrettati a cambiare, sono venuto qui apposta, per farti più bello di quello che già sei.  Io salvo anche Te, anche per Te vengo, e anche tu, come ogni uomo che ha il coraggio di ascoltarmi mettendosi nel deserto, anche tu, vedrai la mia salvezza, la salvezza di Dio, la salvezza che Sono Io”.

                                                                                                                                                                              don Fabrizio Namia

4 Dicembre ore 18:00: presentazione libro su don Italo Calabrò

Don Italo CalabroCarissimi amici,
Vi comunichiamo che venerdì prossimo, 4 dicembre, alle ore 18:00, presso il salone “Diego Surace” del Centro Polivalente “Papa Giovanni” sito in Via Vallone Marianazzo, verrà presentato il libro: “QUANDO UN UOMO VALE – Don Italo Calabrò profeta di speranza”, scritto dal vice rettore del nostro Seminario, don Antonino Iannò.

Nel corso della serata, introdotta dal Presidente della “Piccola Opera”, Pietro Siclari, ci saranno le Relazioni di Mons. Filippo Curatola, Padre Spirituale presso il Seminario Arcivescovile “Pio XI” e del Dott. Pietro Fantozzi, Ordinario Di Sociologia dei Fenomeni Politici – UniCal e gli interventi della Dott.ssa Teresa Calabrò, nipote di don Italo, e dell’autore del libro, don Antonino Iannò.

Vi aspettiamo numerosi per condividere questo importante evento!

CUSTODITI NELL'AMORE PIU' GRANDE...

Evento spirituale 2015 001“L’ennesima serata diocesana ….Mi manca solo questa per completare la settimana, ma chi me la fa fare?”

È proprio questo che mi chiedo venerdì 27 novembre, quasi pronta per partire alla volta del seminario: c’è la serata di Spiritualità per giovani (vedi foto).

Cosa mai potranno proporre a una serata simile?

Ma, alla fine, non voglio lasciare il mio gruppo di AC e non voglio mancare, rischio. E faccio bene ad affidarmi e fidarmi di questo invito! E, come sempre, d’altronde, il rischio merita di essere corso! Evento spirituale 2015 003

La serata organizzata dal seminario arcivescovile, infatti, è sin da subito un turbinio di emozioni contrastanti: dubbio, sorpresa per uno scenario nuovo, attesa, curiosità, stupore, desiderio di scappare o forse paura di restare. Eh sì, perché è chiarissimo da subito che stasera si parlerà di AMORE.

Roba tosta, da cuori allenati e spiriti forti!

La serata inizia con un percorso a “lume di candela” lungo il corridoio del seminario … un percorso, perché l’Amore, la passione, è un percorso in fondo.

Evento spirituale 2015 002Una prima stanza accoglie i giovani con la proiezione di un video sul tema, poi subito in cappella e poi in chiesa ad aspettare che la lectio abbia inizio (ascolta/scarica video meditazione).

Don Luca, l’ospite della serata, ci provoca sul tema della PASSIONALITÁ.

Siamo giovani appassionati? Ma poi, appassionati di cosa?

Perché quando si parla di passione, è semplice pensare all’Eros, è più dura pensare a qualcosa di più: a un Amore più Grande.

Don Luca, giocando con le canzoni e uno stile narrativo fresco e al contempo profondo, ci propone tre modi di vivere Evento spirituale 2015 004la passionalità nelle nostre relazioni giocando con le canzoni: l’amore che si chiude al mondo, l’amore superficiale e del “finchè dura”, e l’amore anestetizzato cioè la mediocrità.

Qual è il nostro livello di PASSIONALITÁ? In quale di questi atteggiamenti ci troviamo?

Ci invita a restare “caldi” con le parole di Giovanni Paolo II “se sarete quelli che dovrete essere infiammerete il mondo”.

Mi porto dietro da giorni, e chissà ancora per quanto, questo invito. Perché, mi dico, come molti giovani forse, avere il cuore appassionato è cosa difficile. Come faccio ad appassionarmi a un mondo che vive la paura all’indomani degli attentati a Parigi?

Come si fa a vivere appassionati con lo smarrimento, la disoccupazione, il dolore, la sofferenza fisica che vedo intorno a me? Come si può vivere appassionati in un mondo così? 

È una passione per la vita quella di cui ci parla, una passione messa spesso a dura prova. Ma, poi, tutto diventa più chiaro: è la passione di Dio. Perché Dio ci cerca, è pazzo dell’uomo, è un Dio che non trova pace finchè non trova il cuore dell’uomo.

Il primo ad essere appassionato è proprio Lui, e ci ha creati a sua immagine e somiglianza…..ci ha creati con una Passione innata! La passionalità dell’uomo viene da Dio, un Dio che si fa uomo per sentire in carne e spirito questa Passione che noi giovani, talvolta, mettiamo a riposo. Ma chi ci avrebbe mai pensato in questi termini: Dio pazzo di me! Innamorato di me, di noi, dell’uomo così imperfetto? È davvero la più bella storia d’amore di tutti i tempi!

La mia, la nostra vita, è una storia d’amore con Dio. Ecco allora, che non possiamo non vivere questa passione!
Per fortuna che, quel venerdì, sono uscita dall’anestesia e mi sono lasciata stupire!

Serate come queste diventano allora occasioni in cui davvero rispolverare questo germe di passione divina, per ri-svegliarci da piccole, medie o grandi anestesie che non ci aiutano a vivere il nostro tempo, la nostra vita, le nostre relazioni con quell’ atteggiamento d’amore che Dio ha affidato a noi!

Mi sa che rischierò di nuovo, al prossimo appuntamento con la serata di spiritualità!

                                                                                                                                                                                              Martina