In-Formazione

SERATA DI SPIRITUALITA' IN SEMINARIO

Spiritualita Seminario 2016 004FRANTUMA LE TUE PAURE, sia la tua vita un soave profumo!!

L’amore non fa calcoli interessati, non misura, non bada a spese, non pone barriere, l’amore è spreco di amore. Accompagnati da questa prima e apparentemente insolita affermazione: l’amore è spreco di amore, possiamo entrare anche noi nella casa di Betania li dove la donna, secondo l’Evangelista Giovanni, Maria sorella di Lazzaro prepara per noi la grande pagina Evangelica che ha attraversato anche per noi la storia per arrivare fino ad oggi, l’unzione di Betania. E’ questa la Parola che ha accompagnato la seconda serata di spiritualità proposta dal nostro Seminario Pio “XI”.

Presi ancora una volta per mano da don Luca Ramello in tanti, veramente tanti, assetati di respirare quel preziosissimo profumo abbiamo scelto e deciso di vivere qualche ora alla presenza dolcissima di Gesù. Proporre serate e momenti di intensa spiritualità, si rivela sempre più fondamentale nel cammino che oggi la Chiesa si trova a percorrere in questo mondo così esposto al rischio di desacralizzazione, come ricorda il nostro Vescovo, perdita del valore vitale dello spirito.Spiritualita Seminario 2016 003

Quanto spreco scorre davanti ai nostri occhi, spreco materiale, spreco di vite che perdono il coraggio di osare nell’amore nella scelta di affrontare ed accogliere serenamente il dono di una vocazione, qualsiasi essa sia. Il Vangelo di Marco (14,3-11) porta così ai nostri giorni il gesto profetico di quella donna, gesto che senza che lei lo sapesse sarebbe poi stato annunciato in tutto il mondo per mezzo del Vangelo. Una peccatrice, una figlia salvata!! L’unguento di nardo genuino, che come faceva notare don Luca in uno dei significati dalla lingua greca è: fedele, profumo fedele, riguarda ciascuno di noi.

Parola preziosissima, Fedeltà, infedeltà … Ed io, di fronte a questa fedeltà?! La donna ha scelto la fedeltà, spreco di fiducia? Tanta attenzione al profumo, ma perché? E’ una domanda che può sorgere in noi come accadde tra i discepoli ma, chissà che profumo “circola” oggi dentro al nostro cuore. Il profumo di questa donna è fedele, profumo prezioso, perché non darlo ai poveri? La donna ha ben compreso che E’ Gesù il “vero povero” , proprio Lui di li a poco sarebbe stato il più povero degli uomini, la passione era alle porte, la croce aspettava di essere caricata, la terra di essere toccata dal Suo volto, i chiodi di segnare per sempre la Sua Carne. Il gesto della donna capiamo bene che è un vero e proprio spreco, spreco di amore, un amore che non ha perso l’occasione per amare.

Spiritualita Seminario 2016 001Quante occasioni perdiamo noi, diciamo domani, domani, domani! Maria non rimanda, agisce! Era ben cosciente delle critiche che la circondavano, v. 4 “alcuni di sdegnavano tra loro …” ella però continuò la sua effusione di amore, non poteva trattenere per se più nulla, finalmente era li, davanti a Gesù, ai piedi del Maestro, tutta profumata d’amore per Lui. Chissà quanto aspettò quel momento. Io cosa aspetto!? Il profumo dice intimità, intesa, dice “casa”, pensandoci possiamo dire che è vero, il profumo di casa è inconfondibile il profumo di chi amiamo è unico. Il passato burrascoso di Maria non è un impedimento, il tuo passato non è un vaso infrangibile, quel vaso forse pieno di crepe ha bisogno di essere infranto, svuotato per chi Solo sa accogliere l’eccesso della gioia di una conversione conquistata.

“Il tuo nome è profumo versato” così dice il Cantico dei Cantici.

Gesù si rivela a noi ancora una volta come l’Amore più Grande, tema che sta accompagnando il nostro anno formativo. Non ci sono spade, pugni, odio da parte di Gesù , la Sua ’”arma” è la Misericordia, l’ arma che disarma, il profumo che converte in noi il cattivo odore del peccato, delle catene, è “l’amore più grande”. L’Amore cerca solo il bene dell’altro, vince la meschinità, i risentimenti, l’orgoglio, lo scoraggiamento, le chiusure che ciascuno di noi tiene nascoste nel “vaso” della vita, guardiamo Pietro che rinnegherà, Giuda che tradirà, i discepoli che avranno paura ma Gesù continua ad amare in eccesso, con spreco.….

Sprechiamo anche noi la nostra vita, eccediamo del dono di noi stessi, testimoniamo contro ogni cattiva indignazione che l’amore crea. La donna si pone ai piedi di Gesù (Gv 12, Spiritualita Seminario 2016 0023) in umile atteggiamento di servizio, così avrebbe fatto anche lo stesso Unto Gesù nell’Ultima Cena, quando “ si alzò, depose e vesti, prese un asciugamano e se lo cinse alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli, ..disse: anche voi fate come io ho fatto a voi” ( Gv 1, 15). La donna anticipa, la donna è entrata nella logica eterna del dono.

Avendo rievocato l’ultima cena, vicini con il pensiero ed il cuore a quella che è l’Ora, domandiamoci a che livello di “spreco” è oggi la nostra vita, se è uno spreco in verità o in falsità. Non spaventiamoci, Gesù come abbiamo visto non respinge nessuno, anzi parlerà per difenderci . “ lasciatela stare, ha operato una buona opera su di me” (Mc 14, 6).

L’amore chiama amore! Gesù eccede fino a versare dalla Croce il “profumo della follia” nel suo Sangue versato per noi. Per tutti coloro che leggeranno queste righe, resti l’interrogativo: ma che faccio oggi della bellezza che mi porto dentro?

Il profumo della mia vita come posso sprecarlo per sentirmi ed essere veramente felice, libero, pienamente riuscito? La croce spaventa, quel “folle spreco” dice: scappa.. ma no, la Croce non è l’ultima parola, l’ultima parola è l’amore, è la tua vocazione pienamente vissuta. Cari amici, la proposta educativa del nostro seminario, voluta e creduta principalmente dal nostro Rettore don Sasà, ha a cuore la gioia di ognuno di voi, queste “serate dello spirito” vogliono essere per tutti noi delle tappe di rigenerazione, ritorno al profumo delle cose belle che a volte dimentichiamo di possedere.

Il cammino spirituale di ognuno, di tanti giovani, ha bisogno di questi tempi baciati dal Cielo, riprofumati dallo Spirito. Troviamo il coraggio di osare, la forza d’animo per spezzare, anche con la lacrime, il vaso delle paure e della incertezze che ci portiamo dentro . Augurandovi un buon cammino quaresimale, cammino del cuore, ci proponiamo di poter ben accogliere tra poche settimane il Profumo di Gesù Risorto.

Quel sepolcro come la morte, per sempre sono stati spezzati dalla forza della Vita, proprio come il vaso di Maria spezzato dalla sua estrema voglia di amare . Il profumo di questa tenerissima donna peccatrice ri-nata, è oggi alla destra del Padre, il padre della Misericordia, li dove ognuno di noi da oggi dicendo “si”alla Vita nell’”Amore più grande”, potrà far giungere al Cielo il profumo soave di vocazioni felici e inzuppate di eternità.

                                                                                                                                                                        Danilo Latella

QUARESIMA, TEMPO DEL CUORE, OCCASIONE DELL’AMORE!

Quaresima-2016

All’inizio di questo cammino, grande è il desiderio di poter raggiungere e portare a compimento i tanti o anche pochi obiettivi che ci siamo immaginati di raggiungere. CORAGGIO!

Il mercoledì delle ceneri ci ha introdotto, attraverso la Parola ed il segno delle ceneri, in un tempo veramente particolare, un’occasione di vita che vuole spezzare con la quotidianità del nostro spirito a volte assopito “vi darò un cuore nuovo, un nuovo spirito metterò dentro di voi, toglierò da voi il cuore di pietra, vi darò un cuore di carne” (Ez 36,26).

Solo lo Spirito Santo può sbriciolare il cuore di pietra: se ti confidi con lui e gli affidi tutte le tue ferite, è capace di guarire tutto. “Un santo è un peccatore che ha il cuore spezzato dal pentimento”, cosi diceva padre Jean Lafrance.

Parlavamo di desideri e, proprio su questo punto, possiamo iniziare a meditare sulla portata santificatrice del tempo quaresimale che stiamo vivendo. E’ su questo primo passo, cioè i desideri, che il diavolo inizia a mettere il suo zampino, non accetta i grandi ideali di vita, vuole dividere, si, dividere, i nostri desideri dalla volontà di realizzarli, dividere la nostra perseveranza dalla fiducia, la nostra fede dalla speranza. Capiamo così immediatamente che è tempo di ritornare alla preghiera, rimanere e ritornare costantemente a quella fonte verso la quale ci sentiamo interiormente attratti. Non scoraggiamoci anzi, benediciamo i nostri desideri. Il nostro cuore ha bisogno di ri-credere alla forza della preghiera, il Curato d’Ars ci avrebbe detto: “quando un cuore prega veramente Dio, sono come due pezzi di cera che si fondono”. Bisogna farla una scelta, egoismo o preghiera? 

Ho bisogno di un Altro davanti al quale inchinarmi (Dio) o basto a me stesso (IO)?

Mettiamoci con tutte le nostre fragilità in ascolto della Parola, oggi non ci mancano i mezzi per poter scrutare la parola di Dio, basta volerlo. Ricominciamo a danzare con lo Spirito di Dio, con gioia e ferma speranza proviamo a muovere i nostri primi passi in questa bella “via della quaresima", via che ci vuole condurre nel luogo eterno della Gloria di Dio. E’ questo un luogo che già da ora è qui, è la Chiesa, è la vita di ogni uomo, è il creato, è l’amore che circola, è la carità che sorpassa ogni cosa, è la verità che ci caratterizza ontologicamente, ognuno di noi può e deve sentirsi e farsi plasmare come “luogo” della Gloria di Dio.

I grandi desideri, se badiamo bene in qualche posto dovranno pur avere il loro inizio, la loro custodia, il loro alimento, la loro cura, ecco il cuore dell’uomo! Il tuo cuore, luogo di salvezza, trampolino spirituale per una vita in “risposta” alla vita, vocazione nella vocazione.

La quaresima è un tempo per ricominciare ad amarsi. A volte fa bene considerarsi come “celle” spoglie, fredde, nascoste forse dimenticate di chissà quale monastero interiore perduto.

E’ una condizione dello spirito che può fare molto bene per rimanere fedeli all’interiorità bisognosa della visita Divina, altre volte però è proprio questa condizione che ha il grande bisogno di essere rivestita, riscaldata, portata alla luce, considerata amata, manifestata.

E’ tempo di uscire fuori rimanendo dentro, la vita interiore è come un muscolo nascosto che permette il movimento esteriore. E’ tempo di aprire le finestre della nostra personalità, liberi di amare di essere se stessi, tempo per spezzare le catene dell’orgoglio, tempo per dissetare la vita, figli di Dio siamo, tempio santo, dimora dello Spirito, tabernacoli viventi, vangelo vivo. Noi, oggi!

Oh, quale grazia ricevemmo il giorno del nostro battesimo, quanto la fatica di ogni giorno distrae il cristiano da questa verità. La quaresima “vuole” figli radunati, rappacificati, ritornati a casa, nel luogo della vita, nella dimora della misericordia, fra le mani di quel Padre visceralmente desideroso di trasformare ogni fatica in fortezza: “quando il figlio era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò … e cominciarono a far festa" (cfr Lc 15).

La via quaresimale è questione di cuore, tempo per affinare la capacità di saper cogliere la presenza di Dio nella storia. E’ questa percezione che rende la vita interessante, può fare male la vita ma con Dio diventa un dolore paradossalmente piacevole, si acquista l’inestimabile sapienza del decidersi da soli, prendere decisioni importanti, non scappare più lontani da casa: “partì per un paese lontano” (Lc 15, 13). Non più alle dipendenze del mondo ma di Dio, non più ai piaceri ma alla Verità che è e vale molto di più. E’questo il discernimento dello spirito che ciascuno di noi è chiamato a sperimentare.

Si diceva di un certo padre Clorivière: “dalla gioventù s’era messo alle strette dipendenze dello Spirito Santo, non decideva niente senza consultarlo, non cominciava niente senza invocarlo, non proseguiva niente e non portava a termine niente senza consacrarglielo”.

Consacriamo questo tempo di grazia allo Spirito Santo, chiediamo che faccia di noi degli esseri di profonda verità!

La quaresima, se vissuta in questo modo ci permetterà di aprire gli orizzonti e di valutare il fatto che infondo, è un tempo per tutti e non solo per noi che a volte errando, ci sentiamo perfettamente integrati e in perfetta armonia con il cammino proposto dalla Chiesa. Quanti fratelli vivono la dimensione spirituale della quaresima senza nemmeno esserne coscienti? Per un attimo sganciamoci dalla concezione di quaresima come tempo liturgico e/o sistematico, immaginiamola come “tempo del cuore”, perché no, come “liturgia del cuore”.

Tanto “spazio desertico” c’è oggi nella vita dell’uomo, deserto allargato dall’errata e ingannevole certezza che le promesse del mondo possano realizzare la pace che è insita, come bisogno vitale dell’uomo, “Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona” (Gn 1,31).

L’uomo, io oggi, sono ancora quella “cosa molto buona?” Il mondo promette il paradiso ma si ingegna per l’inferno, lo vediamo, lo percepiamo, lo sappiamo.

Quanti giovani strappati alla loro profonda vocazione, insabbiati nel deserto delle false verità e delle promesse bruciate dall’orgoglio di chi si crede superiore anche a Dio. E’ tempo di prova solo per chi lo sa? E’ quaresima solo per noi?

Sarebbe, a mio parere, fin troppo facile dire si, un buon modo per scollarsi di dosso la personale responsabilità dell’annuncio e della testimonia ad extra, al di fuori delle nostre chiese, gruppi, convegni ecc. Siamo bravi ad occupare i nostri posti in chiesa, forse a volte un po’ meno nel fare posto in noi a chi cerca quel messaggio che solo una Chiesa vissuta quotidianamente e ovunque potrebbe realmente lasciare un segno di contraddizione.

Ci si può convertire convertendo, il cammino di quaresima non può essere autoreferenziale, sarebbe profondamente controproducente. La quaresima è un “servizio di carità”, l’ultima cena del giovedì santo dovrà essere un coronamento di questo cammino interiore esternato nell’amore al prossimo, non più una sterile ripetizione di quanto fece Gesù per i Suoi che erano con Lui. Siamo anche noi con Lui, oggi, giorno per giorno Suoi: “io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20).

La “quaresima interiore” è quindi un’esperienza che appartiene all’esistenza di ogni uomo, a noi la responsabilità di farci annunciatori di una Pasqua a “portata di tutti”: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati” (Mt, 26,27).

Non è scontato che tutti i nostri amici e conoscenti sappiamo questo, a volte forse siamo noi che spaventati dai nostri peccati rischiamo di dimenticarlo. Chiediamo la sapienza del cuore, il Signore ci ama veramente, “prezioso ai miei occhi” ci continua a ripetere (cfr Is 43, 1-7).

Iniziamo questo cammino certi che se saremo mossi dall’Amore più Grande, quello disposto ad offrirsi interamente per tutti e per ognuno, il nostro cuore ritornerà al Creatore, ogni uomo ritornerà alla propria innata verità. “Nel cuore di ogni uomo, mendicante di amore, c’è sete di amore” (Benedetto XVI).

La quaresima, tempo per dissetare la sete di amore.

                                                                                                                                                                                                 Danilo Latella

QUESTIONI DI CUORE: LA GRAZIA DEI MINISTERI

Accolitato Lettorato 2016Domenica 17 gennaio la comunità del seminario ha toccato con mano la Grazia di Dio, attraverso il conferimento del lettorato ad Alessandro Futia e dell’accolitato ad Antonio Mazzà e Lorenzo Santoro, seminaristi della diocesi di Locri-Gerace.

Luogo di questo evento è stato la parrocchia di Maria Santissima di Porto Salvo in Siderno, che colpisce lo spettatore per la sua monumentalità in stile proto-rinascimentale.

I ministeri del lettorato e accolitato (funzionali in questo caso al diaconato e presbiterato) implicano rispettivamente un ascolto/annuncio “vissuto” della Parola di Dio e un servizio più sollecito, zelante verso la medesima Parola che si fa carne nelle mani del sacerdote.

S.E. Mons. Francesco Oliva, nell’omelia, ha invitato i tre seminaristi a testimoniare con la parola e la vita, la gioia del servizio, che è gioia di festa. E gioia della festa è la presenza dello Sposo, con cui lettori e accoliti devono instaurare un’amicizia non formale e superficiale ma profonda e sostanziale. Solo così possono testimoniare e trasmettere una Gioia, che oltrepassa i parametri umani di comprensione e di giudizio. Le loro esistenze devono essere come le giare piene d’acqua, trasformata in vino, delle nozze di Cana: vite ricolme di umanità sì fragile ma sostenuta e abitata dalla presenza vivificante di Dio.

La Parola di Dio, che diviene Eucaristia, fa il suo ingresso in queste vite e le rende feconde, permettendo loro di diventare ciò che sono, ciò che vogliono essere, ciò che non sanno di essere. Ma perché avvenga tutto questo è necessario che il loro cuore sia libero dalle erbacce della vanità, dell’autoreferenzialità e del possesso, per lasciarsi possedere e “utilizzare” da Chi riceve.

Lettorato e accolitato preparano il cuore ad accogliere Colui per il quale è stato creato, in vista della definitiva accoglienza che avverrà giorno dell’ordinazione, quando non sarà solo il cuore a essere trasformato, ma la totalità dell’essere umano.

                                                                                                                                                                                            Domenico Foti

APERTURA PORTA SANTA IN SEMINARIO

Apertura Porta Santa Seminario 2015«Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo» (Gv 10,9)

Aprire ed attraversare una porta è sempre un gesto non facile, richiede una grande dose di fiducia e di libertà interiore. In un tempo di rigidità, di paure, di dispersione, la Chiesa invita il mondo intero ad aprire porte… attraverso le quali si può incontrare Dio e la Sua Misericordia.

Venerdì 18 dicembre anche il nostro Seminario “Pio XI” ha visto aprire la sua Porta Santa. L’Arcivescovo, Padre Giuseppe Fiorini Morosini, infatti, ci ha donato la gioia di aprire anche in Seminario una delle porte giubilari scelte in tutta la diocesi, si è scelta la cappella San Paolo, perché chiunque la attraversi possa celebrare il Giubileo straordinario indetto dal Papa, usufruendo dell’indulgenza plenaria prevista.

La celebrazione del rito di apertura della “Porta Santa” è stata preceduta da una Lectio Biblica del Rettore, don Sasà Santoro, proposta ai giovani e adulti di AC e a chiunque volesse prenderne parte.
Il brano scelto da don Sasà, sulla nascita di Gesù, è stato in sintonia con il Tempo del Natale al quale ci stiamo preparando, collegandolo, con arte e passione per la Sacra Scrittura, all’evento importante vissuto subito dopo.

L’incarnazione del Signore Gesù è un atto concreto dell’Amore di Dio per l’uomo, per ogni uomo, partendo dagli ultimi, dai più lontani, come erano ritenuti i pastori al tempo di Gesù. Creando una profonda attenzione degli ascoltatori, don Sasà, ci ha fatti entrare spiritualmente attraverso la porta del nostro cuore per cercare tutte le zone d’ombra e lasciare che proprio esse venissero illuminate da Dio con la sua misericordia.

Subito dopo la Lectio, ci si è messi in processione: Arcivescovo, formatori, seminaristi e tutto il popolo di Dio presente, verso la Cappella San Paolo dove Padre Giuseppe con una formula di Benedizione ha aperto la Porta Santa. Molto belle e incoraggianti le parole che ci ha offerto nella sua meditazione, spiegandoci il motivo per il quale ha scelto il Seminario come luogo giubilare, perché possiamo imparare, in questo luogo, a diventare preti secondo il cuore misericordioso di Dio, allenandoci e sperimentando già nel tempo del Seminario ad avere occhi ricchi di misericordia e compiere gesti misericordiosi tra di noi.

Grati all’Arcivescovo e al nostro Rettore per questa opportunità che ci hanno donato, non possiamo che condividerla con tutti coloro che con la preghiera, l’amicizia e in ogni modo sostengono il nostro cammino, vi aspettiamo, allora, con l’entusiasmo e la gioia di chi sta imparando ad aprire porte alla vita in particolare la Porta della Vita che è Cristo stesso.

                                                                                                                                                                          Michele D'Agostino

AUGURI DI BUON NATALE E BUON ANNO

Auguri 2015 001Carissimi amici,

con la Santa Messa del 20 dicembre abbiamo concluso le attività in seminario per il 2015.

Dalla grotta del nostro Seminario che abitualmente ospita la statua della Madonna, per la particolare occasione trasformata in "mangiatoia" per accogliere la nascita di Gesù, il nostro Rettore, don Sasà Santoro, insieme a tutta l'equipe degli educatori ed a noi seminaristi, vi augurano un Santo Natale ed un buon anno.

 

                   AUGURIIIII!!!