V DOMENICA DI QUARESIMA 2017

V Domenica di Quaresima 2017Stiamo per entrare nei giorni liturgici più profondi dell’anno, e in questa Domenica ci prepariamo ad affrontarli aprendo il nostro cuore all’incontro con il Signore della Vita. 

Con le parole del profeta Ezechiele: “Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio..”, ci rendiamo subito conto che il messaggio principale di questa domenica è la Vita che viene donata all’uomo nella sua condizione di morte.

Nel cammino di conversione è arrivato il momento di lasciarci raggiungere da Lui nei nostri “sepolcri”, lasciargli aprire le nostre tombe, tutti quei luoghi nei quali ci siamo rintanati e sono diventati il nostro rifugio. Ogni luogo che rimane per troppo tempo chiuso, puzza!

La logica di Dio può sembrare assurda molte volte, inizialmente incomprensibile e richiede la massima fiducia. Gesù non corre dall’Amico Lazzaro, sembra quasi non intenerirsi e non preoccuparsi di lui che è pure suo grande amico. Un Dio freddo, impassibile! Quante volte lo abbiamo pensato!?

Dio aspetta che tocchiamo il fondo, che lottiamo la nostra vita, che ci sbattiamo il muso fino a renderci conto che da soli non possiamo fare niente, che chiuderci nelle nostre quattro sicurezze, nei nostri schemi e invocarlo solo come un ulteriore optional, non funziona più. Dio non si accontenta di risolverci il problemino di passaggio, l’errore nel quale ci siamo ficcati e darci una pacca sulla spalla.

Dio è Bellezza, è Vita Autentica, è Verità! Interviene nella nostra vita gradualmente, quando non c’è più niente da fare, perché è quando ci mettiamo davanti al nostro dolore che siamo più aperti al dialogo. Perché siamo sfiniti, fragili, siamo costretti ad essere semplici, umani!

Gesù in questa storia, nella nostra storia, agisce per gradi, quando come Lazzaro tocchiamo il fondo, solo allora Lui parte per raggiungerci e aspetta che anche noi andiamo “fuori” dalla nostra casa, dal nostro io per cercarLo.

Così compare Marta, che è la parte più razionale di noi, quella che si preoccupa, si interroga entra in dialogo e chiede spiegazioni a Gesù…. E poi arriva Maria che non dialoga ma semplicemente piange e Dio si lascia commuovere dalle lacrime di Maria, e lì rivela la Sua profonda e bellissima umanità: “Gesù scoppiò in pianto”, il versetto più breve della Bibbia, un solo versetto per quattro parole, perché rivelano la profondissima umanità di Gesù che si lascia commuovere dal nostro pianto, dalla consapevolezza del nostro dolore che diventa strumento di salvezza, punto di incontro con Dio dal quale arrivare, piano piano, alla Risurrezione.

Ecco allora che Gesù si mette davanti al nostro sepolcro, commosso, e non teme il nostro cattivo odore, non ha paura della puzza del nostro peccato, ma ordina al male di frantumare la porta con la quale ci tiene chiusi. La forza del Suo Amore frantuma le rocce che abbiamo costruito all’ingresso della nostra vita.

Ed eccolo lì il nostro Dio e Signore, il nostro Tutto che, come a Lazzaro, dice anche a noi: “Vieni fuori, vieni subito qui, con Me!”. E’ un Dio stupendo il nostro, che ci vuole umani e profondamente liberi, che ci insegna l’Amore con gradualità e pazienza. Che ci Ama al punto da commuoversi con noi, entrando nel nostro dolore per donarci una Luce nuova, per abbracciare la nostra povertà e renderla Libera, Amata, profumata di Dio! 

                                                                                                                                                           Michele D’Agostino