III DOMENICA DI QUARESIMA 2017

III Domenica Di Quaresima 02 2017Dammi da bere” ( Gv 4, 5-42)

Ogni cercatore di felicità è consapevole che dovrà mettersi in Cammino verso quel “pozzo” capace di saziare la propria sete di pienezza, di felicità.
Da qualche settimana ci siamo messi in cammino con il desiderio di conversione nel cuore e lo sforzo di scorgere la carezza di Dio che incoraggia i nostri passi.

Come per il popolo d’Israele, lungo il cammino nel deserto dove Dio manterrà la Sua promessa di pienezza e fecondità, c’è il rischio che ci si possa arrendere e cedere ai morsi della “fame”, a rimpiangere la schiavitù pur di riempire lo stomaco.

Così tutte quelle volte che torniamo a saziarci delle nostre idolatrie, di tutte quelle cose che sappiamo non ci fanno bene ma che ci consentono di tirare a campare per un altro tratto di strada. Ma Dio rimane fedele e non si stanca di mandarci messaggeri di Bene.. di darci “segni” che solo chi ha occhi profondi può cogliere.

Come fare allora? Perché, come dice san Paolo, faccio il male che non voglio e non il bene che voglio? Perché pur sapendo che è Dio il bene, vado a dissetarmi con le prime porcherie che facilmente trovo?

Meraviglioso Gesù oggi nel Vangelo: “Dammi da bere”, chiede alla donna…. a lei che è essa stessa in cerca dell'Acqua. 
Questa donna trova Dio in un orario e in un luogo insolito, quando si nasconde dalla vita, e dalla vista degli altri per paura del loro giudizio. Esce a mezzogiorno, quando le strade sono deserte, per non incontrare nessuno e non sentirsi giudicare dagli sguardi e dai mormorii velenosi di chi “ha già avuto la sua ricompensa”.

E’ quando vaghiamo morti di sete e morti nell’anima che Dio entra nella nostra vita, si lascia trovare lì dove noi andiamo a cercare acqua di nascosto… Sì Dio si abbassa al punto da farsi trovare in quelle quattro schifezze delle quali continuo ad imbottirmi.. e lì non mi fa l’offerta migliore.. non gioca a ribasso pur di avermi.

Ma è Lui stesso a chiedermi da bere, perché Lui mi Ama seriamente, e l’Amore ti chiede la parte più bella, quella del desiderio. Nella sete c’è il desiderio di vita, di pienezza, di freschezza.. di amicizia. 

Il Signore Gesù mi chiede proprio quella sete, quel desiderio, per donarmi “acqua Viva”, una vita piena, sguardo limpido, un cuore generoso.
Alla fine del brano ci rendiamo conto come né Gesù, né la donna hanno poi bevuto. A saziare quella sete è un’Acqua nuova, segreta, che solo Dio possiede.

Gesù guarda il cuore della donna, comprende come quella sete è in realtà il desiderio di amare autenticamente, una volta per tutte, e vuole entrare in intimità con lei, cuore a cuore. Mentre lei, io, tu, cerchiamo un luogo dove poter vivere l’Amore con Dio, Gesù ci invita ad AdorarLo in Spirito e Verità….

Adorare, in greco, ha dentro di se la parola baciare.. l’atto di avvicinarsi con un atteggiamento intimo. Dov’è il luogo in cui Dio può essere stretto vicino al cuore? Non è un posto ma un atteggiamento.

Con la preghiera del cuore che è l’incontro tra la sete di Dio e la sete dell’uomo, possiamo lasciare che Dio ci trovi lì dove cerchiamo la vita e ci fidanzi al Suo Cuore, possiamo consentirgli di darci quel “cibo” che noi non potremo conoscere se non ci fidiamo di Lui e non alziamo lo sguardo verso i germogli di vita che già “biondeggiano nei campi”, perché diventino pane che sazia la fame di Dio, nostra, e di tutti coloro che Lo cercano.

Donaci, Signore, un cuore capace di fare un passettino nella fiducia per conoscere la Tua intimità e camminare in quel bacio meraviglioso tra Cielo e terra dove Tu, o Dio, continui ad essere Eternamente Amante dell’uomo.

                                                                                                                                                              Michele D’Agostino