I DOMENICA DI QUARESIMA 2017

I Domenica Di Quaresima 2017“Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato”. (Mc 4, 1-11)

L’inizio di ogni cammino autentico non può che avere davanti una mèta alta, bella, luminosa che porta a fare un respiro profondo una volta raggiunta.
La Quaresima è il dono generoso di Dio per raggiugere quella mèta, per la nostra libertà e verità, per attraversare la vita senza fuggirla.

Con il Vangelo di questa prima Domenica il Signore Gesù ci conduce ad aprire piano piano gli occhi sul gioco sporco che il demonio compie ogni volta che cerchiamo di conoscere meglio noi stessi, di riconciliarci con la nostra vita accogliendo Dio che ne è il Signore e l’Amato sempre atteso.

Gesù viene tentato su tre situazioni che definiscono in modo forte la nostra vita nel quotidiano:
la fame che ci porta a manipolare la realtà, a far diventare commestibile ciò che non lo è, le pietre in pane. Quando abbiamo fame siamo disposti a tutto, e ci inventiamo anche le soluzioni forzando la vita.

Nella seconda tentazione il diavolo chiede a Gesù di gettarsi giù dal punto più alto, così Dio può operare, può mandare i suoi angeli. Sono tutte quelle volte che prendiamo noi in mano l’iniziativa e Dio deve seguire i nostri ozi, i nostri progetti.

Così la terza tentazione, quando ci sembra che tutto sia nostro, ci appartiene, e possiamo gestirlo come meglio ci conviene. Usare il mondo e le sue tecniche per svolgere la nostra missione, anche quella di cristiani, senza lasciare che sia Dio e Lui solo a condurre i nostri passi.

Lo Spirito porta anche noi nel deserto perché la nostra vita possa essere provata, perché essa è frutto dell’Amore, e lo potremo vivere solo se riscopriamo veramente chi siamo, se riusciamo a smetterla di fuggire nelle compensazioni, nel “mangiarci pure le pietre” per riempire e soddisfare i nostri bisogni, smettere di fuggire nei progetti che ci organizzano la vita e ci portano a rifugiarci nel vivere esperienze forti, estreme, a rischio, oggi molto in voga. A diventare pieni di potere e di possessi.

Smetterla di fuggire dal nostro oggi, sistema devastante di alienazione che ci porta all’infelicità.
La Chiesa ci fornisce alcuni strumenti come il digiuno, la preghiera e l’elemosina per ricordarci che non siamo chiamati ad essere sempre “altro”, a stare sempre in competizione, a evadere dal nostro essere, ma siamo chiamati a alla Verità, alla Bellezza, al rispetto, alla dignità.

Lasciamoci servire da Dio, senza imbarazzo e senso di inferiorità, ma da cercatori innamorati del Suo Volto, da figli bisognosi di essere guidati da Lui nel deserto per gustare con più intensità la Bellezza di un Dio che ci sogna autentici, semplici, che desidera prendersi cura di noi e della nostra sete di felicità, di amore, di Dio!

                                                                                                                                                                Michele D’Agostino