In-Formazione

CONFERIMENTO ACCOLITATO

accolitato 5-2018Giovedì 31 maggio, giorno in cui la Chiesa diocesana di Reggio Calabria-Bova ha celebrato insieme al suo Vescovo la Solennità del Corpo e Sangue di Cristo, la nostra Comunità del Seminario ha ringraziato Dio in modo particolare per il dono di tre nuovi accoliti tra i suoi alunni.  Olivier, Pierre e Jerom Pascal della diocesi di Uvira (Congo) e studenti nel nostro Seminario, hanno infatti ricevuto dall’Arcivescovo padre Giuseppe Morosini il ministero dell’Accolitato, un passo importante lungo il cammino verso il sacerdozio. (vedi/scarica foto)

“Padre clementissimo, che per mezzo del tuo unico Figlio, hai messo l’Eucaristia nelle mani della Chiesa,

benedici  questi tuoi figli eletti al ministero di accoliti. Fa’ che, assidui nel servizio dell’altare, distribuiscano fedelmente il Pane della Vita ai loro fratelli e crescano continuamente nella fede e nella carità per l’edificazione del tuo Regno”. (dal Rito di Istituzione Accolitato)

Queste le parole che il Vescovo ha pronunciato durante il Rito di istituzione e che ci aiutano a comprendere come quello dell’accolito sia un servizio concreto che viene chiesto ai fedeli scelti. Anche le letture della Liturgia della Parola che sono state proclamate durante la Celebrazione, in modo particolare il Vangelo, lo hanno evidenziato con più forza. Infatti è insito nel servizio dell’Accolito affiancare il diacono o il presbitero nella preparazione della mensa in modo da poter celebrare l’Eucarestia.  L’accolito dunque è chiamato a preparare dignitosamente e attentamente il “luogo” in cui Cristo stesso ancora una volta si donerà ai suoi.

Come ogni ministero nella Chiesa, anche quello dell’accolitato, ha in se un significato profondo che trascende la praticità del servizio stesso e custodisce la Bellezza di assimilarsi sempre più e con tutta la propria vita a Cristo che si fa presente attraverso i sacramenti e in modo particolare in quello dell’Eucarestia. Anche all’accolito è affidata la responsabilità di testimoniare e portare ad ogni uomo,  e in modo particolare agli infermi, la carezza di Dio, che profuma di Pane e ha il gusto dell’Eternità.

Finita la Liturgia Eucaristica ci siamo messi in cammino lungo le strade del centro città per testimoniare che quel Pane di Vita è per tutti coloro che lo accolgono con cuore sincero e attratti da Lui che passa nella loro quotidianità, decidono di seguirlo e dichiararlo il Signore della propria vita.

Rivolgiamo a Olivier, Pierre e Pascal Jerom l’augurio di portare ora qui in mezzo a noi e domani nella loro diocesi o dove il Signore ha già sognato per loro quel profumo e quel gusto di Dio, che nel Pane di Vita, fedelmente e umilmente, continua a Provvedere e Amare i suoi figli amati. 

INCONTRO REGIONALE DEI SEMINARISTI DI TEOLOGIA

Sabato 12 maggio si è tenuto presso il nostro Seminario Arcivescovile “Pio XI” la giornata di formazione per i seminaristi calabresi impegnati negli studi di Teologia, nell’ambito di un percorso formativo comune voluto dai rettori della nostra regione. Circa 50 i partecipanti provenienti da tutti i seminari maggiori: dal “Pio XI” di Reggio Calabria, dal Seminario Arcivescovile di Cosenza e dal “Redemptoris Mater” e dal seminario regionale “Pio X” a Catanzaro.

Incontro Regionale Seminaristi Maggio 2018 001Il tema della giornata era la “Carità Pastorale”. Nella mattinata l’incontro ha visto la presentazione del tema trattato da Don Nino Pangallo, direttore della Caritas diocesana e parroco a Reggio Calabria.

Partendo dal magistero di Papa Francesco è poi arrivato alla testimonianza concreta di un sacerdote che quotidianamente si impegna a vivere nella carità nei diversi ambiti in cui è chiamato a svolgere il suo servizio e di come questa carità pastorale diventi il centro unificante della vita di un sacerdote, chiamato ad essere pastore con “l’odore delle sue pecore”, ma sempre consapevole di essere parte del Popolo di Dio che deve aiutare a santificare e allo stesso tempo da esso viene aiutato a santificarsi.

Il pomeriggio invece ha avuto come protagonisti gli stessi seminaristi. Divisi in piccoli gruppi di lavoro si sono ripresi i temi della mattinata, valutando quanto e come la carità pastorale viene valorizzata nei percorsi formativi che portano alla conformazione alla carità del Cristo Buon Pastore, e come questo sia di aiuto non per “fare il prete” ma per “essere prete”.

Oltre ad essere stato particolarmente arricchente dal punto di vista formativo, l’incontro è stata una preziosa occasione per ritrovarsi con i compagni di cammino, condividere esperienze, impressioni e anche sogni, ricordandoci che in questo destino comune siamo tutti chiamati a servire col cuore la nostra terra di Calabria e la Santa Chiesa di Dio.

GIURAMENTO DI DANILO E IVAN

 

Nel  terribile coraggio di giurare, la scelta del più Grande Amare

 Giurare per ricominciare

Cosa significa giurare se non dire: “Per sempre”? Nel “per sempre” dell’uomo si svela sempre la verità più profonda, essere stato creato per l’eternità e non solo per la “terrenità”. L’uomo che trova la forza per dire “per sempre” deve fuggire in ogni modo la tentazione della  superbia, non è la mia fedeltà che mi salva ma la certezza della fedeltà di Dio su di me. E’ Dio che dice “per sempre io sarò con te, non ti abbandonerò”. Dio scommette su di noi, per noi, con noi. Una sola è la condizione nella quale l’amore trova piena realizzazione, attraverso quell’abbandono totale nel pronunciare l’ unica parola che ha il potere di creare la Vera storia dell’uomo che ama, è il : “per sempre”.

Fare una promessa  a Dio è rinunciare a tutto per accogliere la volontà del Tutto. “ O Signore fa che io possa volere ciò che mi verrà chiesto”, così io ed Ivan abbiamo detto qualche giorno fa nel corso del nostro giuramento solenne. E’ chiarissimo il fatto che, l’efficacia della nostra vocazione non dipende da noi. “noi siamo precari”, così scriveva il Card. Ballestrero. Noi siamo uomini, siamo figli ma siamo anche fragili. La fragilità umana è il principio dell’amore di Dio versO l’umanità.

E’ Dio il Fedele, Lui la certezza della nostra vocazione. Sono tante le tenebre che a volte ci avvolgono nell’interiorità ma: «E’ venuta la vera vita»(cfr Gv 1,4), e per la Vita che è Gesù Cristo le tenebre non hanno più alcun potere: “le tenebre per te sono come luce” ( Sal 138,12). La  nostra fragilità di chiamati, davanti a Dio diventa come fortezza, come ben aveva compreso San Paolo: «Sono contento di vantarmi della mia debolezza» ( 2Cor 12,9). La mia fragilità allora è fortezza, è occasione, è possibilità, la mia umanità è resa capace di poter essere addirittura consacrata, cambiata non esteriormente ma nel mistero della sua costituzione ontologica.  

Giuramento Novembre 2017 006

Dalla libertà e sincerità della tremante voce mia e di Ivan si è sentito dire. “ Tanto dichiaro, prometto e giuro. Così Dio mi aiuti e questi Santi Vangeli che tocco con le mie mani”. “Tocco con le mie mani”, infatti, sia io che Ivan, in due momenti distinti abbiamo pronunciato la conclusione del giuramento ponendo la nostra mano, avvolta come un abbraccio da quella di don Sasà, sui Santi Vangeli . 

 

«Sulla tua parola getterò le mie reti» (Lc 5, 5) disse Pietro, è l’esperienza che con il giuramento sento di poter dire che abbiamo fatto anche noi. Commovente aver giurato percependo il calore materno della Chiesa attraverso la mano del Rettore, lui che ci ha accompagnato in questi anni si è fatto primo testimone del patto di eterno amore che abbiamo sigillato sulla Parola della vita. Forse ci crediamo poco ma il Vangelo continua a convertire la storia,  a ricreare dalle tenebre alla luce l’ esperienza fragile dell’uomo di oggi. «Lasciarono tutto e lo seguirono» ( cfr Lc 5,11), chi lascia tanto per il Tutto trova Tutto e questo tutto è l’«essenziale invisibile agli occhi» (dal Romanzo Il Piccolo Principe di Antoine de Saint Exuperie).

Questo stravolgimento di vita avviene solo attraverso la testimonianza che grazie ai Santi Vangeli noi possiamo udire dopo più di duemila anni.  Allora giurare sui Santi Vangeli è scegliere di gettare via il mantello come fece Bartimeo, di cambiare stile di vita come fece Zaccheo, di impegnarsi per non peccare più come fece la donna adultera, di ritornare a casa come fece il figlio più piccolo, di chiedere fiduciosamente perdono come fece uno dei malfattori crocifissi accanto a Gesù.  Giurare è avere il desiderio  umile, cioè conoscendo i propri limiti,  di voler cambiare stile di vita. Giurare è decidere di ricominciare, mai da soli ma: “con l’aiuto di Dio” (lo voglio) , come tra qualche giorno sia io che Ivan diremo nell’ultima delle domande che il Vescovo ci farà prima di imporci le mani e consacrarci diaconi. Abbiamo giurato solennemente consapevoli che il primo ad aver  giurato nei confronti dell’umanità intera è Dio stesso: «lo giuro su me stesso, la verità esce dalla mia bocca» (Is 45,23). 

Il Padre, il Figlio amato, lo Spirito Consolatore, la Vergine Madre del Fiat, tutti gli angeli ed i santi del cielo hanno giurato con noi, così come faranno in modo altissimo e solennissimo durante il canto delle Litanie durante la celebrazione dell’Ordinazione. Ponendo una firma al termine del giuramento abbiamo sperimentato la bellezza dell’aver sempre qualcuno accanto, garanzia del fatto che nella Chiesa non si è mai soli,  un compagno, scelto come testimone, un educatore dell’equipe formativa ed infine il Rettore, hanno con coraggio sottoscritto il mio nome con il loro.

La firma che abbiamo messo bianco su nero però, solo con l’Ordinazione Diaconale riceverà il suo vero e definitivo sigillo, sarà Dio stesso ad imprimerlo. L’ultima firma  non la vedremo scritta su “pietra” ma nella nostra stessa vita, nel tesoro del cuore. Dio  piegherà il suo cielo e scenderà (cfr Sal 144,5), dirà a tutti coloro che già contemplano il Suo volto di volgersi verso di noi e di gioire con Lui per la firma che dall’eternità attendeva di porre sulla nostra esistenza.  Aderire alla vita ed alla vocazione è ciò per cui ciascun uomo è stato creato, nessuno è escluso da questa possibilità e verità.  Vivremo la vita pienamente felici e realizzati solo quando, nonostante la nostra povertà  e deposta ogni paura, lasceremo a Dio la possibilità di sigillarci con la firma del Suo Amore. Chi ha il terribile coraggio di giurare, ha finalmente scelto di amare. 

                                                      Danilo Latella

CONFERIMENTO LETTORATO E ACCOLITATO

Ministeri 2017Mercoledì 1 novembre la comunità del Seminario ha gioito per l’istituzione di sei nuovi lettori e accoliti, avvenuta durante la celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro arcivescovo Mons. Giuseppe Fiorini Morosini.

Un nuovo ministero per la Chiesa, un servizio da svolgere con grande umiltà per offrire a tutti l'esempio dell’amore generoso che li ha chiamati, edificando la carità fraterna e diventano testimoni e cooperatori della fecondità della madre Chiesa. Ma questo rappresenta inoltre, un ulteriore passo in avanti verso quel sacerdozio tanto sognato, che giorno dopo giorno continua a muovere i loro passi e orienta i loro sentimenti.

I tre lettori, Davide, Antonio e Davide, sono adesso chiamati a collaborare alla missione evangelizzatrice della Chiesa, annunziando la Parola di Dio anzitutto nell’assemblea liturgica. Dovranno inoltre educare i fratelli alla fede, portando una parola di salvezza anche a coloro che non conoscono Gesù. Il loro impegno però, sarà anche quello di accogliere questo stesso messaggio con docilità allo Spirito Santo, per averne una conoscenza sempre più viva e penetrante, che diventi testimonianza con la loro vita.

Ai tre accoliti, Gabriele, Michele e Domenico, è affidato il compito di aiutare i sacerdoti e i diaconi nello svolgimento delle loro funzioni. Potranno non solo distribuire l’Eucaristia a tutti i fedeli, ma anche svolgere questo delicato compito presso gli infermi. Vivere più da vicino il sacrificio del Signore li aiuterà a conformare a Lui il loro essere ed il loro operare, diventando ogni giorno un sacrificio spirituale gradito a Dio con la loro stessa vita.

Tutto questo per servire ed amare di vero cuore la Chiesa, corpo mistico di Cristo, soprattutto nei poveri e nei bisognosi attuando il comandamento nuovo che Gesù ha dato a ciascuno di noi: amatevi l’un l’altro, come io ho amato voi.

AMMISSIONE AGLI ORDINI SACRI, DI IVAN E JUAN MANUEL

Petitio Ivan e Juan 2017 2Domenica 11 Giugno Ivan Iacopino e Juan Manuel Cepeda(Vedi/Scarica foto) sono stati ammessi tra i candidati agli ordini sacri del diaconato e del presbiterato dal nostro Arcivescovo padre Giuseppe Fiorini Morosini.

Nella partecipata e raccolta comunità della parrocchia di Santa Maria Immacolata di Melito abbiamo accompagnato con gioia l’importante evento che i due nostri compagni hanno vissuto.

Un passo che di certo segna la vita e il cammino di discernimento vocazionale di chi si lascia sospingere dallo Spirito li dove il Signore ha pensato e scelto perché si potesse realizzare l’Incontro con Lui perché parlasse al nostro cuore. Ivan e Juan hanno scelto di vivere questo incontro fino in fondo e la Chiesa attraverso il Vescovo ha preso seriamente in considerazione questa richiesta, consegnando il segno visibile del “Colletto” che in qualche modo testimoni l’impegno assunto e l’appartenenza che si è scelta di vivere, ma soprattutto interiormente perché da quel momento il rapporto tra l’uomo e Dio è segnato da un patto d’Amore più profondo che deve portare sempre più a farsi tutto per tutti, a lasciare che nell’io ci sia sempre più spazio per Dio.

Buon tratto di strada a Ivan e Juan Manuel verso la vicina grande meta dell’Ordinazione che li consacrerà pienamente e definitivamente a Dio.