Chiesa Cattolica: il respiro di due polmoni
Dal 30 settembre al 2 ottobre 2011 – Gita di comunità nella diocesi di Lungro
Direzione Seminario di Reggio Calabria: eccoci di ritorno da una intensa gita comunitaria nella diocesi di Lungro a contatto con i nostri fratelli bizantini. Il rito bizantino – ebbe a dire Giovanni Paolo II – è “l’altro polmone della Chiesa Cattolica” ed ecco che noi comunità del seminario per due giorni abbiamo respirato proprio con quel polmone. Ma la diocesi di Lungro, oltre ad essere – insieme a Piana degli Albanesi, in Sicilia – cattolica di rito bizantino è la zona della nostra Calabria abitata in larga parte da arberesh, termine che indica la popolazione originaria del territorio in cui sorge l’attuale Albania.
Partiti da Reggio Venerdì alle 16 (ancora carichi delle meditazioni degli esercizi spirituali terminati al mattino) siamo approdati – dopo quattro ore di “agevole autostrada” – nel piccolo paese di S. Cosimo Albanese che ci ha caldamente ospitati, rifocillati e alloggiati nei locali di una struttura di accoglienza della parrocchia “S.S. Cosma e Damiano”. Rigenerati dal sonno della notte abbiamo affrontato ancora con maggiore entusiasmo l’intensa giornata di sabato che ha avuto come prima tappa la chiesa della “Dormitio Mariae” di Frascineto, paesino alle pendici del Pollino; qui abbiamo celebrato le lodi e ascoltato la spiegazione circa l’arredo delle chiese di rito bizantino, in particolare l’iconostasi, quella parete cioè ricca di icone che separa l’assemblea dal luogo in cui avviene la consacrazione dell’Eucaristia. Proprio da qui è cominciato il “tour culturale” – proseguito nel “Museo delle icone e della tradizione bizantina” in cui sono custoditi dei piccoli gioielli orientali: antiche icone e arredi sacri raccolti dall’Archimandrita p. Paolo Lombardo – che ci ha portati ad una maggior conoscenza dell’iconografia orientale.
Molto interessante è stata anche la visita alla biblioteca “A. Bellusci”, centro di cultura calabro-arberesh-shqipe e spiritualità greco-bizantina, unica per la presenza di libri e riviste su tale argomento. Abbiamo proseguito alla volta di Civita, anche qui visitando la chiesa della “Dormitio Mariae” impreziosita oltre che da icone, anche da manifatture lignee artigianali di considerevole pregio. Nel pomeriggio la S.Messa nel santuario mariano regionale del Pettoruto di S. Marco Argentano (diocesi di rito latino). Calda e gioiosa la cena ci ha visti qui ospiti della famiglia del nostro compagno Ernesto, seminarista e paziente autista di uno dei tre pulmini prestatici per il viaggio dalle parrocchie di S. Giorgio Extra, della Candelora e dall’AC. In tarda mattinata freschi e riposati abbiamo partecipato, nella parrocchia ospitante, alla S. Messa domenicale concelebrata secondo la liturgia di San Giovanni Crisostomo, e quindi in rito bizantino, dal parroco e dai nostri educatori. Molto gradevoli sono stati i biscotti con mandorle a scaglie e amarene offertici all’uscita della celebrazione. Per ricordarci che la cultura non è solo quella culinaria ci siamo avviati alla volta di S. Demetrio Corone, paese la cui seconda parte del nome deriva dalla regione settentrionale albanese al confine con la Grecia. Nella la chiesa di S. Demetrio Megalomartire attualmente oggetto di arricchimenti artistici con pitture della tradizione e dell’arte greca, si trova la prima iconostasi realizzata nella diocesi di Lungro. Sempre nello stesso paese, la chiesa di arte bizantino - normanna di S. Adriano costruita prima dello scisma del 1054 da S. Nilo e impreziosita con lavorazioni lapidee. Ma il sole alto ci avvisava che l’ora del pranzo era da parecchio iniziata e non abbiamo esitato a rientrare a S. Cosimo per abbondantemente nutrirci e prepararci al viaggio di ritorno. Non poteva mancare, però, la visita alla cattedrale “S. Nicola” a Lungro, impreziosita da ampi mosaici e dipinti greco – bizantini anche se, come tutte le chiese visitate nel viaggio, i decori e la struttura a croce latina con navate in qualche modo cozzavano col clima orientale che le icone e le opere artistiche suggerivano. L’ultima sosta culturale è stata nella Chiesa di S. Giovanni Battista, parrocchia di origine della nostra guida d’eccezione: p. Arcangelo Capparelli ex studente del nostro Seminario. Qui oltre ai numerosi mosaici, abbiamo potuto odorare, col permesso di p. Arcangelo e del rettore, il Santo Crisma aromatizzato da ottanta diverse essenze che conferivano all’Olio un particolare intenso, armonioso e gradevole profumo. Eccoci quindi sulla strada – autostrada di ritorno, stanchi ma edificati da una full immersion nella allegra fratellanza di comunità e nella cultura orientale che ci ha aperto gli occhi su una realtà così diversa ma unita a noi. Spontanee sono state le preghiere del nostro cuore per l’unità con le chiese ortodosse che hanno quasi tutto in comune con la Chiesa cattolica di rito bizantino. Il nostro grazie a Dio e a tutti coloro che hanno reso possibile questa edificante esperienza culturale e di affiatamento tra noi, in primis a S.E. Mons. Salvatore Nunnari, amministratore apostolico della diocesi di Lungro che ci ha ospitati, a tutti coloro che in vari modi ci hanno finanziato, agli educatori vigilanti e premurosi e alle guide pazienti, attente ed esaustive. Grazie!
La comunità del seminario.

